Barham Salih Eletto Alto Commissario UNHCR, Primo dal Medio Oriente in Quasi Cinquant'anni
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L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha eletto per consenso l'ex Presidente iracheno Barham Salih come prossimo Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) giovedì 18 dicembre 2025. La nomina rappresenta un momento significativo per l'agenzia, poiché Salih è il primo funzionario proveniente dal Medio Oriente a ricoprire la carica più alta dell'organismo dalla fine degli anni Settanta. Il Presidente dell'Assemblea, Annalena Baerbock, ha ratificato l'elezione con il colpo di martelletto, un gesto accolto da applausi tra i diplomatici riuniti presso la Sede ONU.
Salih, che all'epoca dell'elezione aveva 65 anni, è designato a succedere all'italiano Filippo Grandi, il cui mandato decennale si concluderà il 31 dicembre 2025. Il nuovo Alto Commissario inizierà il suo mandato quinquennale ufficiale il 1° gennaio 2026, con base a Ginevra. L'elezione di Salih avviene in un contesto di estrema pressione per l'agenzia, che gestisce livelli di sfollamento globale senza precedenti e affronta una marcata contrazione delle risorse finanziarie.
Alla data della nomina, il numero di persone costrette a fuggire a livello mondiale si attestava a 117,3 milioni alla fine di giugno 2025, secondo le stime di UNHCR. Questo dato, sebbene rappresenti una diminuzione di 5,9 milioni di persone rispetto alla fine del 2024, è quasi il doppio rispetto ai circa 65 milioni di sfollati registrati all'inizio del mandato di Grandi nel gennaio 2016. La crisi finanziaria è stata esacerbata da significativi tagli ai contributi internazionali, in particolare dopo il rientro al potere del Presidente Donald Trump nel gennaio 2025. Tali riduzioni hanno costretto UNHCR a ridimensionare l'assistenza, sospendere programmi essenziali e procedere con licenziamenti, tagliando quasi 5.000 posti di lavoro, oltre un quarto della forza lavoro totale nel corso del 2025.
La candidatura di Salih, raccomandata dal Segretario Generale António Guterres, è stata scelta per la sua estesa esperienza diplomatica e amministrativa, unita a un percorso personale emblematico. Salih, politico curdo, ha ricoperto la Presidenza dell'Iraq dal 2018 al 2022, dopo aver già ricoperto ruoli come Vice Primo Ministro e Primo Ministro del Governo Regionale del Kurdistan. A 19 anni, nel 1979, fu arrestato due volte dal Partito Baath di Saddam Hussein per presunto legame con il movimento nazionale curdo, trascorrendo 43 giorni in detenzione prima di fuggire nel Regno Unito per evitare ulteriori persecuzioni. Il suo rientro in Iraq è avvenuto dopo la caduta di Saddam Hussein nel 2003. Attualmente, Salih è Senior Fellow presso il Belfer Center for Science and International Affairs della Harvard Kennedy School.
Sia il predecessore Grandi che il Segretario Generale Guterres hanno espresso fiducia nelle capacità di Salih di gestire la congiuntura complessa. Grandi ha evidenziato come l'esperienza diretta di Salih con le sfide dei rifugiati, provenendo da un paese segnato da conflitti, lo renda idoneo alla guida dell'agenzia. Salih ha affermato che la sua esperienza personale informerà un approccio alla leadership fondato su empatia e pragmatismo, richiedendo un rinnovato impegno verso l'impatto, la responsabilità e l'efficienza nella gestione delle risorse umanitarie. L'agenzia, ha aggiunto, capitalizzerà sulle riforme intraprese per rafforzare l'efficacia operativa e il rapporto qualità-prezzo.
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Fonti
Daily Mail Online
Belfer Center
Personnel Appointments | António Guterres, Secretary-General
UN General Assembly elects former Iraqi president as UN High Commissioner for Refugees
The High Commissioner - UNHCR
UN elects former Iraqi President to lead UN refugee agency | The Times of Israel
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