Avvio Progetto Pilota per Coltivazione Carne in Fattoria Tradizionale Olandese
Modificato da: Olga Samsonova
La scena agroalimentare internazionale sta assistendo al lancio del primo progetto pilota al mondo per la produzione di carne coltivata all'interno di una fattoria tradizionale, situata a Schipluiden, nella provincia dell'Olanda Meridionale. Questa iniziativa è frutto della collaborazione con RespectFarms, un'entità volta a integrare la biotecnologia avanzata con le pratiche agricole consolidate, offrendo agli agricoltori una via per diversificare le attività e partecipare al settore delle proteine cellulari.
L'obiettivo primario di questo programma quadriennale è esplorare la possibilità di decentralizzare la produzione di carne coltivata, spostandola dai laboratori centralizzati verso le strutture agricole esistenti. Questo approccio rappresenta un tentativo inedito di fondere l'agricoltura tradizionale con le tecniche di coltura cellulare all'avanguardia. Il progetto pilota, sostenuto da fondi agricoli europei, si concentrerà sulla sperimentazione di bioreattori con capacità variabili, testando unità che vanno da 20 a 200 litri di volume. La pianificazione strategica prevede che la struttura sia pienamente operativa entro il 2028, segnando una tappa verso la commercializzazione su scala più ampia di questa tecnologia alimentare.
Un elemento distintivo della ricerca è l'attenzione all'efficienza delle risorse, focalizzata sull'utilizzo di flussi residui, come il siero di latte derivante dalla produzione casearia, per fornire i nutrienti necessari alla crescita delle colture cellulari. L'agricoltore Corné van Leeuwen è stato identificato come il primo a ricevere finanziamenti dall'Unione Europea per questo tipo di proteine, grazie al sostegno congiunto dei fondi UE e del governo provinciale olandese. L'integrazione di RespectFarms è vista come un'opportunità per gli agricoltori di accedere a un modello di business sostenibile, combinando biotecnologia e agricoltura.
La metodologia di produzione della carne coltivata implica la coltivazione di cellule staminali animali in bioreattori controllati, dove vengono indotte a differenziarsi in tessuto muscolare e adiposo, replicando la struttura della carne autentica senza macellazione. I sostenitori di questa tecnologia indicano che il prodotto finale è indistinguibile dalla carne convenzionale per sapore e consistenza, proponendo una soluzione per la crescente domanda proteica globale con un impatto ambientale ridotto, stimato in un minor consumo idrico del 78% e una riduzione dell'uso del suolo del 95% rispetto all'allevamento tradizionale. Questo sforzo collaborativo, che include attori come Wageningen University & Research e Mosa Meat, mira a tracciare un nuovo percorso per l'approvvigionamento alimentare futuro.
L'Olanda, nazione che vide la nascita del primo hamburger coltivato nel 2013 grazie al lavoro di Mark Post, si conferma all'avanguardia in questo settore, sebbene in Italia la produzione e il commercio di tale prodotto siano attualmente vietati da una legge del 2023. Mentre la Germania ha stanziato 38 milioni di euro nel 2024 per finanziare la transizione verso proteine alternative, l'Europa non ha ancora stabilito norme comuni per la commercializzazione di questi alimenti nell'UE, lasciando il processo sotto la supervisione dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) per le singole richieste. Il progetto pilota olandese, sostenuto da EIT Food, segna un passo concreto verso la realizzazione di una filiera agroalimentare più resiliente.
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Fonti
Nieuwe Oogst
RespectFarms
Provincie Zuid-Holland
Green Queen Media
Veeteelt
WOS
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