Corte Suprema USA non riesamina il copyright per opere generate interamente da IA

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La Corte Suprema degli Stati Uniti, con una decisione formalizzata lunedì 2 marzo 2026, ha rifiutato di esaminare un ricorso fondamentale riguardante la protezione del diritto d'autore per opere create in modo totalmente autonomo da sistemi di intelligenza artificiale. Questa azione mantiene in vigore il principio consolidato secondo cui è necessario un autore umano affinché un'opera creativa possa ottenere la tutela del copyright federale.

Il rifiuto di concedere un writ of certiorari chiude di fatto le vie giudiziarie per lo scienziato informatico Stephen Thaler in merito alla controversia legale incentrata sull'immagine digitale intitolata “A Recent Entrance to Paradise”. Thaler sosteneva che l'opera fosse stata prodotta autonomamente dal suo sistema di IA, denominato "DABUS". L'iter legale di Thaler, iniziato con la richiesta di registrazione federale nel 2018, aveva visto il diniego da parte dell'Ufficio del Copyright degli Stati Uniti nel 2022, conferma da parte di un giudice federale a Washington nel 2023 e ratifica da parte della Corte d'Appello del Circuito del Distretto di Columbia nel 2025.

L'amministrazione, sia sotto la presidenza Trump che con l'attuale governo, aveva sollecitato la Corte a non prendere in esame il caso. L'argomentazione istituzionale era che le disposizioni del Copyright Act implicano che il termine 'autore' si riferisca a una persona fisica, nonostante la legge non definisca esplicitamente il termine. Gli avvocati di Thaler avevano invece avvertito che un rifiuto di revisione avrebbe potuto impattare negativamente lo sviluppo dell'IA nell'industria creativa per anni a venire.

Questa vicenda segna il secondo caso in cui la Corte Suprema sceglie di non affrontare le argomentazioni di Thaler relative alla proprietà intellettuale generata dall'IA, avendo precedentemente respinto un ricorso sui brevetti generati da DABUS. Le corti e l'Ufficio Copyright hanno ribadito che l'autorialità umana costituisce un requisito fondamentale del copyright, interpretando la clausola costituzionale come limitata alle opere "create da un essere umano".

A livello pratico, l'Ufficio Copyright distingue tra opere interamente generate da IA, non tutelabili, e opere miste, dove l'intervento creativo umano, se dimostrabile, può conferire protezione. I lavori assistiti dall'IA possono essere protetti se l'utente dimostra un controllo creativo evidente, come nel caso di scelte finali prevalenti su un'immagine digitale. Il rifiuto della Corte Suprema consolida la barriera legale per le creazioni interamente autonome, segnando la fine di un tentativo significativo di ridefinire l'autorialità nell'era dell'intelligenza artificiale avanzata.

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Fonti

  • The American Bazaar

  • WNJD

  • OODALoop

  • CNA

  • The Meridiem

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