
Grammarly citata in giudizio per violazione del diritto alla pubblicità a causa di un editor di stili basato su IA
Autore: Tatyana Hurynovich

Grammarly, la società sviluppatrice dello strumento di correzione testi, è stata citata in giudizio in una class action depositata presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Sud di New York. La causa si concentra sulla funzione "Expert Review" (Valutazione degli esperti) che, secondo l'accusa, violerebbe le leggi sul diritto alla pubblicità sfruttando gli stili di autori famosi per scopi commerciali senza il loro consenso. L'azione legale è stata promossa dalla giornalista investigativa Julia Angwin, fondatrice di The Markup e vincitrice del Premio Pulitzer nel 2003.
La funzione "Expert Review", lanciata nell'agosto 2025 per gli abbonati Pro al costo di 12 dollari al mese, offriva agli utenti revisioni generate dall'intelligenza artificiale capaci di emulare lo stile di scrittura di personalità come Stephen King e Neil deGrasse Tyson. La querelante Angwin sostiene che alcuni suggerimenti a lei attribuiti erano in contrasto con i suoi standard professionali, con il rischio di indurre in errore gli utenti. I legali della giornalista, appartenenti allo studio Peter Romer-Friedman Law PLLC, hanno richiamato una legge dello Stato di New York che proibisce l'uso non autorizzato del nome di una persona per fini commerciali, sostenendo che tale principio debba applicarsi anche alle aziende tecnologiche che utilizzano l'IA.
In risposta alla causa e alle critiche ricevute, Grammarly ha prontamente disattivato la funzione "Expert Review". Shishir Mehrotra, amministratore delegato di Superhuman Platform, Inc., si è scusato riconoscendo che "l'agente potrebbe aver travisato le loro voci" e ha annunciato una revisione dell'approccio aziendale. Allo stesso tempo, Mehrotra ha definito le pretese legali come "infondate" e ha dichiarato l'intenzione della società di "difendersi con vigore". La dirigenza ha inoltre sottolineato che la funzione registrava un basso livello di utilizzo e che la sua sospensione per un restyling era già stata programmata prima della presentazione della causa.
Questa controversia legale solleva una questione fondamentale sull'applicabilità delle attuali dottrine del diritto alla pubblicità allo sfruttamento commerciale delle identità professionali da parte di strumenti di IA generativa. L'azione legale richiede un risarcimento danni superiore ai 5 milioni di dollari, citando l'ingiusto arricchimento di Superhuman Platform, Inc. Nell'ambito della fase istruttoria, i querelanti intendono esigere che Superhuman identifichi tutte le persone i cui stili sono stati inclusi nello strumento, al fine di notificare i potenziali membri della class action. Tra le personalità menzionate nella causa figurano anche l'astrofisico Neil deGrasse Tyson, lo scrittore Stephen King e il defunto astronomo Carl Sagan.
Il conflitto giuridico travalica i confini dello specifico prodotto di Grammarly. Il giornalista Casey Newton di The Verge ha espresso il proprio disappunto per essere stato trasformato in un editor IA senza alcun preavviso. Anna Ganley, CEO della Society of Authors, ha evidenziato come tali funzioni dimostrino un processo di "furto e riconversione" delle competenze degli autori a favore dell'IA generativa, il che potrebbe favorire la diffusione di contenuti di bassa qualità. Mentre Grammarly serve circa 40 milioni di utenti, lo sviluppo di strumenti generativi sta costringendo l'azienda e l'intero settore a ripensare i limiti dell'utilizzo del lavoro intellettuale altrui.
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