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Vitamina D: Studi Clinici Correlano Integrazione a Longevità Cellulare e Salute Cardiaca
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Nuove evidenze emerse da ricerche pubblicate nel 2025 indicano che l'integrazione quotidiana di Vitamina D3 può esercitare un impatto misurabile sui marcatori di longevità e sulla prevenzione di patologie croniche. Un'analisi dei dati provenienti dal trial VITAL ha stabilito una correlazione significativa tra l'assunzione costante di 2.000 Unità Internazionali (UI) di Vitamina D3 e un rallentamento nell'accorciamento dei telomeri nei globuli bianchi. Questo effetto protettivo, documentato nello studio, è stato quantificato come un invecchiamento biologico inferiore di circa tre anni rispetto al gruppo che ha ricevuto il placebo.
La dottoressa JoAnn Manson, ricercatrice principale del VITAL e capo della Divisione di Medicina Preventiva presso il Brigham and Women's Hospital, affiliato a Mass General Brigham, ha evidenziato come questo sia il primo studio randomizzato su larga scala e a lungo termine a dimostrare una protezione dei telomeri. I telomeri, strutture protettive alle estremità dei cromosomi, si accorciano con la divisione cellulare, un processo associato all'insorgenza di malattie legate all'età. Nello specifico, i partecipanti al sottostudio VITAL Telomere, che ha coinvolto 1.054 soggetti, hanno mostrato una preservazione di circa 140 paia di basi di lunghezza telomerica in quattro anni, un dato statisticamente rilevante. L'integrazione con acidi grassi omega-3, anch'essa testata nello studio, non ha invece mostrato un impatto significativo sulla lunghezza dei telomeri.
Oltre ai benefici a livello di invecchiamento cellulare, livelli ematici più elevati di Vitamina D sono costantemente associati a una minore incidenza di cancro al colon-retto. I dati suggeriscono inoltre che il mantenimento di concentrazioni ottimali di Vitamina D può essere collegato a un miglioramento dei tassi di sopravvivenza nei pazienti diagnosticati, presumibilmente sostenendo il sistema immunitario e riducendo i processi infiammatori sistemici.
Un altro fronte di indagine cruciale riguarda la salute cardiovascolare, dove il trial TARGET-D ha evidenziato un progresso nella prevenzione secondaria degli eventi cardiaci. I pazienti trattati con un dosaggio personalizzato di Vitamina D3, mirato a raggiungere livelli ematici ottimali tra 40 e 80 ng/mL, hanno sperimentato una riduzione del 52% degli infarti ricorrenti rispetto al gruppo di controllo. La ricerca, presentata alle Sessioni Scientifiche dell'American Heart Association nel novembre 2025, ha rivelato che la maggior parte dei partecipanti al gruppo di trattamento ha richiesto dosi spesso superiori a 5.000 UI al giorno per raggiungere queste concentrazioni target, superando di oltre sei volte l'apporto giornaliero raccomandato dalla FDA di 800 UI.
Nonostante la forza dei dati, gli specialisti invitano alla cautela contro l'adozione di raccomandazioni universali. L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un apporto giornaliero di 600 UI per gli adulti tra 1 e 70 anni, ma studi come TARGET-D suggeriscono che per individui ad alto rischio cardiovascolare sia necessario un approccio personalizzato e supervisionato. L'approccio di Intermountain Health nel trial TARGET-D, guidato dalla Dott.ssa Heidi T. May, ha specificamente monitorato e aggiustato il dosaggio ogni tre mesi per mantenere i livelli sopra i 40 ng/mL, un metodo che sfida l'efficacia dei dosaggi standardizzati. La tendenza emergente è verso una medicina di precisione, dove l'integrazione deve essere calibrata sul profilo biochimico individuale per massimizzare i benefici osservati in contesti clinici rigorosamente monitorati.
Fonti
La Razón
El Radar del Rejuvenecimiento
NGD
MDPI
Infobae
Cure Compass
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