BYD sfida la legittimità dei dazi USA: battaglia legale contro le tariffe imposte tramite l'IEEPA
Modificato da: Svetlana Velgush
Il colosso cinese BYD Co., attualmente riconosciuto come il principale produttore mondiale di veicoli elettrici, ha intrapreso una significativa azione legale contro il governo degli Stati Uniti d'America. Questa mossa contesta apertamente la validità dei dazi all'importazione recentemente implementati dall'amministrazione statunitense. Le filiali americane del gruppo, tra cui BYD America LLC, BYD Coach & Bus LLC, BYD Energy LLC e BYD Motors LLC, hanno presentato congiuntamente una causa collettiva presso la Corte del Commercio Internazionale degli Stati Uniti (CIT) in data 26 gennaio 2026. I ricorrenti mirano a ottenere la dichiarazione di nullità degli ordini esecutivi che hanno istituito tali prelievi doganali, sostenendo che la riscossione di queste tariffe sia priva di una base legale solida. Il procedimento è stato accorpato a una vasta serie di oltre 2000 ricorsi analoghi presentati da diverse entità aziendali che operano nel mercato globale.
Al centro della controversia giuridica vi è la contestazione dei poteri conferiti al Presidente degli Stati Uniti per l'imposizione di tariffe doganali basate sull'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). La tesi sostenuta da BYD evidenzia come nel testo normativo dell'IEEPA non compaia esplicitamente il termine «tariffa» o vocaboli equivalenti. Secondo l'interpretazione legale della compagnia, questa omissione limiterebbe drasticamente l'autorità del capo di Stato nell'istituire barriere commerciali in modo unilaterale. Questa iniziativa giudiziaria rappresenta il primo passo legale diretto compiuto dal produttore automobilistico cinese contro le politiche tariffarie di Washington. L'istanza, formalmente registrata il 2 febbraio, punta a ottenere un'ingiunzione permanente contro l'applicazione di tali misure e la restituzione integrale dei dazi già versati, comprensiva degli interessi maturati.
Attualmente, il processo presso la Corte del Commercio Internazionale è in una fase di sospensione, in attesa di una sentenza definitiva su un caso correlato che pende davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti, le cui udienze si sono tenute il 5 novembre 2025. In precedenza, alcuni tribunali di grado inferiore avevano emesso sentenze contrarie all'utilizzo dell'IEEPA da parte del Presidente Trump per l'imposizione di dazi su scala globale, ma l'efficacia di tali decisioni è stata congelata fino al verdetto dell'organo giudiziario supremo. Il fulcro del dibattito riguarda la capacità del Presidente di introdurre dazi che, secondo i legali dei ricorrenti, dovrebbero essere classificati come imposte fiscali — di competenza del Congresso — piuttosto che come semplici strumenti di regolamentazione degli scambi commerciali internazionali.
Sebbene BYD non commercializzi ancora le proprie autovetture passeggeri sul mercato statunitense a causa delle barriere esistenti, l'azienda mantiene una presenza industriale e commerciale di rilievo nel Paese. Il gruppo gestisce infatti un importante stabilimento per la produzione di autocarri a Lancaster, in California, dove sono impiegati circa 750 lavoratori specializzati. Oltre alla produzione di mezzi pesanti, BYD è attiva negli Stati Uniti nei settori degli autobus elettrici e dei sistemi avanzati di stoccaggio dell'energia. Un esito processuale favorevole per BYD non si limiterebbe a garantire il rimborso delle somme versate, ma potrebbe indebolire significativamente le barriere tariffarie per i prodotti provenienti da altri poli produttivi del gruppo, come quelli situati in Brasile.
In una prospettiva più ampia, qualora la Corte Suprema dovesse dichiarare l'illegittimità di tali tariffe, il governo federale potrebbe trovarsi obbligato a rimborsare i pagamenti relativi a circa 19,2 milioni di spedizioni di importazione che risultavano ancora non liquidate alla data del 10 dicembre 2025. Questo scenario comporterebbe un impatto finanziario di proporzioni massicce per le casse dello Stato americano, ridefinendo gli equilibri del commercio transoceanico. La determinazione di BYD nel perseguire questa strada legale sottolinea l'importanza strategica del mercato nordamericano per i piani di espansione a lungo termine del colosso asiatico, nonostante le attuali tensioni geopolitiche e le incertezze normative.
Parallelamente a questa complessa vicenda giudiziaria, all'inizio di febbraio 2026 è stato formalizzato un accordo commerciale tra gli Stati Uniti e l'India. Tale intesa prevede una riduzione delle tariffe ritorsive, che passeranno dal 50% al 18%, con l'impegno di mantenere queste aliquote ridotte fino al 10 novembre 2026 per determinate categorie di merci di origine cinese. Questa sfida legale promossa da BYD mette in luce la volontà dell'azienda di porre fine a un lungo periodo di incertezza politica che condiziona pesantemente le sue strategie di investimento in Nord America. La risoluzione di questo conflitto normativo sarà determinante per definire il futuro della mobilità elettrica e delle infrastrutture energetiche negli Stati Uniti nei prossimi anni.
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Fonti
Free Malaysia Today
Mexico Business News
Car News China
Davis Wright Tremaine LLP
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