La Commissione Europea vara la nuova strategia quinquennale su migrazione e visti: i dettagli operativi del Patto UE

Modificato da: Tatyana Hurynovich

Il 29 gennaio 2026, la Commissione Europea ha presentato ufficialmente la sua strategia aggiornata per i prossimi cinque anni in materia di migrazione e asilo. Questo annuncio segna l'inizio della fase operativa cruciale per il Patto UE sulla migrazione e l'asilo, un pacchetto di riforme approvato tra aprile e maggio 2024 che ora entra pienamente in vigore per trasformare radicalmente la gestione dei flussi migratori nel continente.

La nuova linea d'azione, in stretta continuità con la logica del Patto, punta a rendere i processi migratori più rapidi e flessibili, rafforzando al contempo la governance politica del settore. Tra gli obiettivi primari figurano il potenziamento della sorveglianza delle frontiere esterne dell'Unione e l'introduzione di iter burocratici più snelli per i richiedenti asilo. Questo quadro normativo, composto da dieci atti legislativi, mira a rispondere alla pressione migratoria costante che i paesi membri affrontano dal 2015, cercando un equilibrio tra la solidarietà tra gli Stati e una ripartizione equa delle responsabilità.

Un pilastro fondamentale del Patto è rappresentato dalle procedure obbligatorie di screening alle frontiere esterne, che includono l'identificazione e i controlli di sicurezza tramite il database Eurodac aggiornato. Il sistema prevede inoltre un esame accelerato per i cittadini provenienti da nazioni considerate sicure, facilitando il respingimento delle domande infondate. Il Consiglio dell'Unione Europea ha già definito una lista comune di paesi di origine sicuri, che comprende Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia, consentendo così l'applicazione di procedure d'urgenza per i loro cittadini.

La strategia della Commissione si articola su sei direttrici prioritarie, tra cui la diplomazia migratoria, il rafforzamento dei controlli ai confini e la creazione di un sistema di asilo equo, oltre a misure più incisive per i rimpatri e la riammissione. Sul fronte della politica dei visti, l'esecutivo UE valuta l'emissione di visti per ingressi multipli con validità superiore ai cinque anni e lo stanziamento di risorse per i professionisti altamente qualificati. Per supportare tali iniziative, verrà istituita un'unità specializzata per il supporto ai visti all'interno di Frontex, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.

L'attuazione pratica di queste riforme, comprese le espulsioni verso paesi terzi ritenuti sicuri, è prevista a partire da giugno 2026. Nonostante la Commissione assicuri il mantenimento del principio di non-refoulement per i richiedenti asilo, chi contesta un rifiuto basato sul concetto di paese terzo sicuro potrebbe non avere il diritto automatico di restare nel territorio UE durante l'appello. Con l'adozione di questo Patto e della relativa strategia, l'Unione Europea tenta di superare la gestione emergenziale per approdare a un sistema di governance migratoria prevedibile e strutturato.

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Fonti

  • EuroMed Rights

  • EU Migration Solidarity Is Now Mandatory: All Member States Must Contribute in 2026

  • New Pact on Migration and Asylum

  • Information on the European Travel Information and Authorisation System (ETIAS) - EEAS

  • What is the EU Pact on Migration and Asylum?

  • Migration and Asylum

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