Medici Senza Frontiere sospende le attività a Gaza: scontro con Israele sulla riservatezza dei dati del personale
Modificato da: Tatyana Hurynovich
L’organizzazione umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) ha annunciato l’interruzione forzata delle proprie operazioni nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania a seguito della revoca della licenza operativa da parte del governo israeliano. Questa drastica decisione è maturata dopo il rifiuto di MSF di conformarsi alle nuove direttive normative introdotte nel 2025, che impongono alle organizzazioni non governative internazionali (ONG) la condivisione di dati sensibili e riservati relativi ai propri dipendenti. La mancata adesione a questi protocolli ha portato a una rottura definitiva tra l'organizzazione e le autorità locali.
La crisi burocratica ha raggiunto il suo apice con la cessazione ufficiale della licenza di MSF, fissata per il 1° gennaio 2026, e l’ordine tassativo di concludere ogni attività sul campo entro il 28 febbraio 2026. Le tensioni si erano intensificate già alla fine di dicembre 2025, quando il Ministero israeliano per gli Affari della Diaspora e la Lotta all'Antisemitismo, agendo in stretto coordinamento con il COGAT, aveva notificato a 37 organizzazioni umanitarie, tra cui la stessa MSF, l'obbligo di fornire informazioni dettagliate sul personale locale palestinese. Secondo la posizione espressa dalle autorità di Israele, tali misure sono indispensabili per garantire la natura esclusivamente umanitaria delle missioni e impedire che le risorse vengano intercettate o deviate verso gruppi armati.
MSF, che fornisce assistenza medica vitale nell'area dall'ottobre 2023, ha fermamente ribadito che la divulgazione dei dati personali di collaboratori palestinesi e internazionali ne comprometterebbe gravemente l'incolumità, violando i principi deontologici e di protezione cardine dell'organizzazione. In un estremo tentativo di mediazione avvenuto il 23 gennaio 2026, MSF aveva proposto di condividere una lista limitata di nomi, ma solo a condizione di ricevere garanzie ferree sulla protezione dei dati e sulla sicurezza fisica del personale. Tuttavia, secondo quanto dichiarato dall'organizzazione, le rassicurazioni specifiche necessarie per tutelare i lavoratori non sono mai state fornite, portando allo stallo attuale.
L'impatto della partenza di MSF è considerato estremamente significativo per la popolazione civile di Gaza, già provata da un contesto in cui, dall'ottobre 2023, hanno perso la vita 15 membri dello staff dell'organizzazione su un totale di 1.700 operatori sanitari deceduti nella regione. Nel corso del 2025, MSF ha garantito circa un quinto dei posti letto ospedalieri totali nella Striscia e ha effettuato oltre 800.000 consultazioni mediche. Christopher Lockyear, Segretario Generale di MSF, ha lanciato un monito severo, sottolineando come la cessazione delle attività priverà centinaia di migliaia di palestinesi di cure mediche essenziali in un momento storico di criticità senza precedenti.
La vicenda ha scatenato reazioni contrastanti a livello internazionale e politico. Mentre l'ex segretario generale di MSF, Alain Destexhe, ha mosso critiche all'organizzazione accusandola di aver deviato dai propri principi di neutralità, altre realtà come "Medici del Mondo" e Oxfam hanno descritto le richieste israeliane come un "attacco politico mirato" che viola i trattati internazionali, i quali obbligano Israele a facilitare l'invio di aiuti. Parallelamente, otto nazioni a maggioranza musulmana, tra cui Arabia Saudita, Qatar ed Egitto, hanno esortato Israele a garantire il libero funzionamento delle ONG. Da parte loro, le autorità israeliane insistono sulla legittimità della risoluzione del 1° marzo 2025, che richiede numeri di passaporto e identificativi personali a tutte le organizzazioni. Al momento, sono in fase di valutazione soluzioni mediche alternative per cercare di assicurare la continuità dell'assistenza agli abitanti della Striscia di Gaza.
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Fonti
The Algemeiner
MSF's vital humanitarian activities in Gaza at risk from Israeli registration rules
Israel says it will halt operations of several humanitarian organizations in Gaza starting in 2026 - KSAT
MSF statement on sharing staff information and humanitarian operations in Palestine
Gaza: MSF is accused of “moral bankruptcy” in plan to share Palestinian staff's details with Israel | The BMJ
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