
Semi di Cumino Nero (*Nigella sativa*) Mostrano Effetti sulla Riduzione del Colesterolo e Inibizione dell'Adipogenesi
Modificato da: Olga Samsonova

Una recente indagine scientifica ha consolidato i benefici per la salute derivanti dal consumo dei semi di cumino nero (*Nigella sativa*), una spezia impiegata globalmente nelle preparazioni culinarie. La ricerca, che ha integrato esperimenti in vitro con uno studio clinico randomizzato (RCT) su soggetti umani, ha valutato l'impatto di un'assunzione quotidiana di 5 grammi di polvere di semi per un periodo di otto settimane sul profilo lipidico dei partecipanti.
I risultati clinici hanno evidenziato una significativa diminuzione del colesterolo totale, delle lipoproteine a bassa densità (LDL) e dei trigliceridi nei soggetti che hanno integrato la dieta con la sostanza. Parallelamente a questi effetti ipolipemizzanti, è stato osservato un incremento nei livelli di colesterolo HDL, comunemente associato alla salute metabolica. Esperimenti condotti in laboratorio su una linea cellulare preadipocitaria murina (3T3-L1) hanno suggerito un meccanismo molecolare: l'estratto metanolico dei semi ha mostrato di interferire con l'adipogenesi, la formazione di nuove cellule adipose, sopprimendo geni chiave come C/EBPα, C/EBPβ e PPARγ, senza indurre tossicità cellulare alle concentrazioni testate.
Si ritiene che l'azione del cumino nero sia in gran parte attribuibile alla Timoquinona (TQ), un composto bioattivo primario presente nei semi. La TQ è riconosciuta per le sue proprietà antiossidanti e la capacità di modulare il metabolismo lipidico, avendo attenuato l'obesità indotta da dieta e migliorato i parametri diabetici in modelli murini. La letteratura scientifica supporta l'uso storico della *Nigella sativa*, i cui semi sono stati rinvenuti persino nella tomba del faraone Tutankhamon, attestando la sua importanza nella medicina tradizionale.
Meta-analisi più ampie, che hanno esaminato fino a 3.284 partecipanti in studi clinici randomizzati e controllati, hanno confermato l'azione benefica dell'integrazione con semi neri sul controllo glicemico, sui biomarcatori infiammatori e sul profilo lipidico. Una revisione sistematica ha riscontrato riduzioni medie del colesterolo totale tra 16-23 mg/dl e dell'LDL tra 14-22 mg/dl. Tuttavia, l'olio di semi neri ha mostrato un effetto ipolipemizzante superiore rispetto alla polvere per quanto riguarda la riduzione di LDL e trigliceridi, mentre solo la polvere sembrava aumentare significativamente l'HDL.
Nonostante le evidenze promettenti, gli specialisti sottolineano la necessità di ulteriori approfondimenti clinici per stabilire protocolli di dosaggio ottimali e la durata del trattamento per condizioni metaboliche specifiche. Basandosi sui dati disponibili, l'integrazione dietetica con circa mezzo cucchiaino di semi di cumino nero al giorno può rappresentare una strategia nutrizionale accessibile per sostenere la salute cardiovascolare. La TQ è attualmente studiata per la sua capacità di ridurre la sintesi di acidi grassi e promuovere il *browning* del tessuto adiposo bianco, meccanismi che contrastano l'accumulo di grasso corporeo. La *Nigella sativa* è considerata un complemento o un'alternativa olistica nella gestione della sindrome metabolica, data la sua sicurezza e la capacità di agire su molteplici fronti, inclusi effetti anti-ipertensivi e anti-diabetici. Alcuni studi clinici hanno testato l'impiego di 2 grammi al giorno di semi macinati per il controllo del metabolismo lipidico, ottenendo risultati soddisfacenti nella riduzione di colesterolo totale e LDL in pazienti iperlipidemici trattati per quattro settimane.
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Fonti
Verywell Health
Vertex AI Search
Vertex AI Search
Sci.News
News-Medical.Net
Osaka Metropolitan University
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