Studi 2024-2025: Videogiochi Complessi Rallentano l'Invecchiamento Cerebrale

Modificato da: Olga Samsonova

Un recente consenso scientifico, supportato da ricerche concluse nel 2025, indica che l'interazione moderata con videogiochi cognitivamente sofisticati può potenziare le capacità cognitive e ritardare il declino cerebrale legato all'età, superando l'efficacia dei tradizionali esercizi di allenamento mentale. Questa prospettiva suggerisce un cambio di paradigma, inquadrando il gaming come una forma di stimolazione neurale complessa piuttosto che un mero passatempo.

Un'indagine del 2024, condotta da Carlos Coronel del Trinity College Dublin e della Universidade Adolfo Ibáñez, si è focalizzata sui giocatori assidui del titolo di strategia in tempo reale StarCraft II. I risultati hanno rivelato che questi soggetti presentavano un'elaborazione delle informazioni più rapida e una maggiore connettività nelle aree cerebrali essenziali per l'attenzione visiva e le funzioni esecutive rispetto ai non giocatori. Ulteriori conferme sono giunte da uno studio del 2025 pubblicato su Nature Communications, il quale ha stabilito un legame tra una maggiore esperienza videoludica, paragonabile alla pratica di musica o arte, e un invecchiamento cerebrale più lento; in particolare, i cervelli dei giocatori esperti apparivano in media quattro anni più giovani rispetto alla loro età anagrafica.

Anche un addestramento circoscritto ha mostrato risultati significativi: 24 neofiti che si sono dedicati a StarCraft II per un totale di 30 ore distribuite in tre o quattro settimane hanno registrato un rallentamento della loro 'età cerebrale' se confrontati con un gruppo di controllo impegnato nel gioco a regole fisse Hearthstone. Questo evidenzia come l'immersione in ambienti simulati complessi induca un adattamento neurale rilevante. I videogiochi d'azione, come gli sparatutto in prima persona, si sono dimostrati particolarmente vantaggiosi per la loro intrinseca richiesta di prendere decisioni rapide in scenari visivi caotici.

C. Shawn Green, professore di psicologia presso la University of Wisconsin-Madison, ha sottolineato come questo tipo di allenamento affini l'attenzione all'informazione visiva e la capacità di apprendimento generale. Ricerche precedenti condotte da Green hanno dimostrato che un'esposizione di 45 ore ai giochi d'azione poteva accelerare l'apprendimento in test cognitivi non correlati, indicando un effetto di trasferimento delle competenze. La ricerca di Green si concentra sull'uso di videogiochi commerciali per migliorare funzioni percettive e cognitive specifiche, come l'attenzione visiva e le funzioni esecutive.

Nonostante i dati incoraggianti, gli esperti invitano alla moderazione. Coronel ha messo in guardia contro il dedicare "ore e ore" al gioco, notando che molti prodotti specifici per l'allenamento cerebrale soffrono della "maledizione della specificità", dove le abilità acquisite non si trasferiscono ampiamente ad altri domini, a differenza di quanto suggerito per i giochi d'azione. Aaron Seitz, professore alla Northeastern University, consiglia una sperimentazione moderata, indicando che la maggior parte degli studi benefici si è concentrata su sessioni della durata di 30 minuti a un'ora. Il beneficio principale risiede nel costante auto-miglioramento derivante dal cimentarsi in attività "fastidiose e difficili", citando titoli come Call of Duty, Halo, Fortnite, Overwatch e Splatoon.

Coronel ha concluso che, sebbene l'attività cognitiva come il gaming sia benefica, essa debba rappresentare solo una componente di un regime di vita sano per il cervello, che deve includere imprescindibilmente attività fisica, sonno ristoratore e interazione sociale. La ricerca suggerisce che l'impegno mirato nel gioco rafforza competenze mentali specifiche, come la memoria operativa e l'attenzione sostenuta, in contrasto con i giochi di carte con regole più fisse. L'età media dei giocatori si è attestata intorno ai 35 anni, con un uso crescente anche su dispositivi mobili durante i momenti di inattività.

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Fonti

  • Publico

  • Northeastern University

  • Noticias R7

  • G1 - Globo

  • On Wisconsin Magazine

  • Infobae

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