Rendimenti dei Bund Tedeschi in Calo Dopo i Dati sull'Inflazione Europea di Dicembre Inferiori alle Attese
Modificato da: Svetlana Velgush
Mercoledì 7 gennaio 2026 ha segnato un netto rafforzamento per il mercato dei titoli di Stato federali tedeschi. Questa dinamica positiva è stata innescata direttamente dalla pubblicazione di dati sull'inflazione di dicembre 2025 provenienti da Germania e Francia, risultati che si sono rivelati inaspettatamente contenuti. L'indicatore chiave di questo cambiamento è stato il rendimento dei Bund decennali tedeschi, che è sceso fino alla soglia del 2,81% al momento della rilevazione. Tale livello si è attestato al di sotto del 2,87% registrato la settimana precedente e inferiore al 2,8460% del giorno prima, segnale inequivocabile di una crescente domanda per le obbligazioni sovrane tedesche a lungo termine.
L'Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (IPCA) in Germania per il mese di dicembre 2025 è diminuito fino al 1,8% su base annua. Si tratta di una contrazione significativa rispetto al 2,3% osservato a novembre. Ancora più notevole, questa cifra è scesa al di sotto del punto medio dell'obiettivo fissato dalla Banca Centrale Europea (BCE), ovvero il 2%, un livello che non si vedeva da settembre 2024. Contemporaneamente, la pressione inflazionistica in Francia si è rivelata ancora più contenuta: l'IPCA francese di dicembre 2025 si è fermato a un modesto 0,7%. Nel contesto più ampio dell'Eurozona, il tasso di inflazione complessivo per dicembre 2025 si è rallentato fino al target del 2,0% su base annua, allineandosi perfettamente con i parametri stabiliti dalla BCE.
Anche l'inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari, ha mostrato un arretramento, scendendo al 2,3% dal 2,4% di novembre. In particolare, l'inflazione di fondo tedesca ha toccato il 2,4% a dicembre, raggiungendo il punto più basso da giugno 2021. Questi dati macroeconomici hanno immediatamente alimentato le speculazioni tra gli operatori di mercato riguardo le prossime mosse di politica monetaria della BCE. La conclusione diffusa è stata che un'inflazione così bassa potrebbe spingere l'istituto di Francoforte a considerare ulteriori tagli dei tassi di interesse nel corso del 2026.
Tuttavia, emerge un divario tra le aspettative del mercato e la posizione ufficiale della Banca Centrale Europea. Nel suo ultimo incontro, tenutosi il 18 dicembre 2025, il Consiglio Direttivo della BCE ha optato per mantenere invariati i tassi di interesse chiave, segnalando che ulteriori misure di allentamento non sono probabili nel futuro immediato. La BCE aveva inoltre previsto un tasso di inflazione per il 2026 fissato all'1,9%.
Diego Iscaro, responsabile della divisione europea presso S&P Global Market Intelligence, ha sottolineato che è improbabile che i dati di dicembre modifichino l'attuale approccio della BCE, prevedendo il mantenimento dei tassi invariati nel prossimo orizzonte temporale. Nonostante la reazione iniziale del mercato, che ha visto un calo dei rendimenti obbligazionari, i mercati dei tassi swap, aggiornati al 7 gennaio 2026, incorporano ormai solo una probabilità minima di un ulteriore taglio dei tassi da parte della BCE nel corso dell'anno corrente. Gli analisti evidenziano come permanga una certa incertezza sulla traiettoria inflazionistica a lungo termine, citando potenziali fattori esterni, come la politica fiscale della Germania o un eventuale rafforzamento dell'euro, che potrebbero influenzare l'andamento futuro.
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Fonti
FinanzNachrichten.de
Vertex AI Search
ftd.de
APA
Morningstar Deutschland
ftd.de
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