Azione Normativa Globale Contro gli Alimenti Ultra-Lavorati: Nuove Direttive Dietetiche e Regolamenti Pubblicitari

Modificato da: Olga Samsonova

L'allarme sanitario globale relativo agli alimenti ultra-lavorati (UPF) sta stimolando una risposta normativa significativa in diverse giurisdizioni, focalizzata sul legame tra il consumo abituale di tali prodotti e l'aumento delle patologie croniche. La comunità scientifica, come documentato in pubblicazioni come The Lancet, evidenzia la necessità di politiche coordinate per mitigare la diffusione degli UPF nelle diete, che in alcuni contesti stanno soppiantando alimenti freschi, inclusa la dieta mediterranea tradizionale.

Questi prodotti industriali, spesso caratterizzati da un profilo nutrizionale scadente e da un elevato contenuto di grassi, sale e zuccheri aggiunti, sono correlati a un incremento del rischio di obesità, diabete di tipo 2 e altre condizioni patologiche. Il Regno Unito ha implementato misure restrittive significative, entrate in vigore il 5 gennaio 2026. Queste nuove disposizioni vietano la pubblicità online di cibi non salutari in qualsiasi momento e impongono un coprifuoco alle ore 21:00 per gli spot televisivi di prodotti ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale. L'iniziativa, promossa dal governo laburista, mira a sottrarre miliardi di calorie dalle diete infantili annualmente. L'Advertising Standards Authority (ASA) supervisiona l'applicazione di queste restrizioni, che interessano tredici categorie di prodotti. Nonostante l'adesione volontaria del settore fosse già iniziata nell'ottobre 2025, l'industria ha introdotto tattiche alternative, come la promozione di marchi senza esporre il prodotto specifico.

Parallelamente, negli Stati Uniti, le Linee Guida Dietetiche per gli Americani (DGA) per il quinquennio 2025-2030, rilasciate il 7 gennaio 2026 dal Dipartimento dell'Agricoltura (USDA) e dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS), hanno introdotto un cambiamento di approccio. Queste linee guida, che informano programmi federali come i pasti scolastici, raccomandano esplicitamente la limitazione degli articoli altamente trasformati, adottando lo slogan “eat real food”. La novità più evidente è la riprogettazione grafica della piramide alimentare, che posiziona proteine di alta qualità, latticini interi e grassi naturali alla base più ampia, riducendo lo spazio per i cereali raffinati e gli zuccheri aggiunti. Il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. ha definito gli UPF una "crisi sanitaria", sollecitando una drastica riduzione del loro consumo.

Negli Stati Uniti, si stima che gli alimenti altamente trasformati contribuiscano a circa il 60% dell'energia totale giornaliera assunta, una percentuale notevolmente superiore al circa 20% registrato in Italia. Le direttive statunitensi, pur promuovendo la riduzione degli UPF, hanno anche posto una forte enfasi sulle proteine, suggerendo un apporto di 1.2–1.6 g per kg di peso corporeo al giorno, includendo la carne rossa tra le fonti primarie. Questo approccio si discosta da modelli come la Dieta Mediterranea, che raccomanda una limitazione dei grassi saturi. L'azione normativa globale, che nel Regno Unito include anche l'estensione dell'imposta sulle bevande zuccherate (SDIL) e il conferimento di poteri alle autorità locali per bloccare i fast food vicino alle scuole, segnala una tendenza consolidata a considerare la regolamentazione degli UPF come una strategia fondamentale per la salute pubblica nel ventunesimo secolo.

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Fonti

  • Corriere della Sera

  • JD Supra

  • ASTHO

  • The Guardian

  • GOV.UK

  • EdNC

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