G7 e Partner Discutono Prezzo Minimo per Minerali Critici, Mirando a Ridurre la Dipendenza Cinese

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I Ministri delle Finanze del G7, affiancati da delegazioni di nazioni partner, si sono riuniti a Washington lunedì 12 gennaio 2026 per affrontare la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globali, con un focus specifico sulla riduzione della dipendenza dalla Repubblica Popolare Cinese per i minerali critici, in particolare le terre rare. L'incontro, convocato dal Segretario al Tesoro statunitense Scott K.H. Bessent, si è concentrato sulla discussione di strumenti concreti di intervento di mercato, inclusa la proposta di stabilire un prezzo minimo coordinato per le terre rare. L'obiettivo di questa misura è rendere la produzione mineraria al di fuori della Cina economicamente sostenibile rispetto alle produzioni statali cinesi sovvenzionate.

Le nazioni partecipanti, che rappresentano collettivamente il 60% della domanda globale di minerali critici, hanno esaminato strategie per contrastare la posizione dominante cinese nel settore della raffinazione di materiali essenziali come rame, litio, cobalto, grafite e terre rare. Sebbene vi sia stato un ampio consenso sulla necessità di un'azione rapida per mitigare i rischi, la discussione ha rivelato divergenze di vedute sulle soluzioni specifiche. Il Ministro delle Finanze giapponese, Satsuki Katayama, ha presentato un quadro di approcci politici a breve, medio e lungo termine, che ha ricevuto un ampio accordo, comprendente la creazione di mercati basati su standard etici e di lavoro, oltre all'uso di sostegno finanziario pubblico, incentivi fiscali e misure commerciali.

Questa iniziativa si sviluppa in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche, accentuate dai recenti controlli sulle esportazioni imposti da Pechino, che hanno colpito il Giappone all'inizio di gennaio 2026. Il Segretario Bessent ha ribadito la necessità per le nazioni di perseguire un "prudente de-risking piuttosto che un disaccoppiamento" dalla Cina, esortando a colmare rapidamente le carenze della catena di approvvigionamento, ritenute "altamente concentrate e vulnerabili a interruzioni e manipolazioni". L'incontro ha incluso i Ministri delle Finanze di Giappone, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Canada e Stati Uniti, insieme a delegazioni di Australia, Messico, Corea del Sud e India. La Francia detiene la presidenza di turno del G7 per l'anno in corso.

Nonostante l'accordo generale sulla diagnosi del problema, la definizione di meccanismi attuativi si è rivelata complessa. Il Ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil, ha confermato la discussione sul concetto di prezzo minimo, ma ha precisato che molte questioni richiedono un seguito tra i ministri degli esteri e dell'energia. Klingbeil ha espresso cautela sulla formazione di una coalizione esplicitamente anti-cinese, favorendo un approccio più sfumato. La presenza di figure come l'U.S. Trade Representative Jamieson Greer e rappresentanti della U.S. Export-Import Bank ha sottolineato la natura intersettoriale e finanziaria delle discussioni, evidenziando l'evoluzione strategica verso interventi di mercato mirati per garantire la sicurezza delle risorse critiche.

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Fonti

  • AsiaOne

  • Reuters

  • vertexaisearch.cloud.google.com

  • U.S. Department of the Treasury

  • Discovery Alert

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