Accelerazione Epigenetica da Volo Spaziale: Studio Axiom 2 Segnala Reversibilità Prevalente

Modificato da: Tetiana Martynovska 17

Un'analisi dei campioni ematici raccolti durante la missione Axiom 2 ha evidenziato un impatto rapido e significativo del volo spaziale sull'orologio biologico degli astronauti. La ricerca, pubblicata sulla rivista Aging Cell, ha esaminato i dati di questa missione, lanciata nel maggio 2023, per indagare come le sollecitazioni ambientali estreme dello spazio rimodellino le firme molecolari dell'invecchiamento umano. Gli astronauti sono esposti simultaneamente a microgravità, radiazioni ionizzanti e ritmi circadiani alterati, una combinazione di fattori che rende il loro organismo un modello di studio critico per la biologia dell'invecchiamento.

Lo spazio potrebbe essere un campo di test per invertire l'invecchiamento.

Lo studio ha quantificato un'accelerazione media dell'Età Epigenetica (EAA) di 1,91 anni entro il settimo giorno di volo per l'equipaggio di quattro persone dell'Axiom 2. L'EAA, definita come la differenza tra l'età prevista dall'orologio epigenetico e l'età cronologica, è una metrica sviluppata dalle istituzioni collaboratrici per stimare l'alterazione dell'età biologica indotta da stress ambientali; un valore positivo indica un invecchiamento tissutale più rapido del previsto. L'analisi ha impiegato 32 orologi di invecchiamento basati sulla metilazione del DNA per esaminare i campioni ematici.

I ricercatori chiave del consorzio includono l'autore senior, il Dottor David Furman, affiliato al Buck Institute for Research on Aging, dove dirige la Piattaforma di Intelligenza Artificiale e il Progetto Stanford 1,000 Immunomes. Le istituzioni coinvolte nel consorzio comprendono il Buck Institute, la Weill Cornell Medicine di New York e il King Faisal Specialist Hospital and Research Centre di Jeddah, Arabia Saudita. Il Dottor Furman è anche co-fondatore di Cosmica Biosciences, una società spin-off focalizzata sulla traduzione della ricerca di base sull'invecchiamento in applicazioni per la scoperta di farmaci.

È stato riscontrato che le variazioni nella composizione delle sottopopolazioni di cellule immunitarie, in particolare le cellule T regolatorie e le cellule T CD4 naive, hanno contribuito in modo significativo all'accelerazione osservata. Tuttavia, anche dopo aver aggiustato i modelli per tenere conto della composizione cellulare immunitaria, persistevano firme di invecchiamento accelerato, suggerendo che il volo spaziale induce una rimodellazione epigenetica rapida che trascende la semplice ridistribuzione delle cellule immunitarie circolanti.

La conclusione primaria dello studio è che l'impatto biologico dell'esposizione di breve durata al volo spaziale sull'invecchiamento epigenetico è in gran parte reversibile. Dopo il rientro sulla Terra, le stime dell'età biologica sono diminuite per tutti i membri dell'equipaggio; gli astronauti più anziani sono tornati alla loro età epigenetica pre-volo, mentre quelli più giovani hanno mostrato un'età biologica che è scesa al di sotto dei valori di riferimento. Questa dinamica suggerisce l'esistenza di meccanismi di ringiovanimento intrinseci capaci di contrastare gli stressor acceleratori indotti dall'ambiente spaziale, posizionando le missioni spaziali come piattaforme essenziali per testare contromisure geroprotettive.

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Fonti

  • SpaceDaily

  • Vertex AI Search

  • Vertex AI Search

  • Space Daily

  • Vertex AI Search

  • EurekAlert!

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