Aderenza alla Dieta MIND Correlata a un Rallentamento dei Marcatori Strutturali di Invecchiamento Cerebrale
Modificato da: Olga Samsonova
Una nuova analisi scientifica ha stabilito un legame significativo tra una maggiore osservanza della dieta MIND e una mitigazione dei cambiamenti strutturali che caratterizzano l'invecchiamento cerebrale. I soggetti che hanno seguito con maggiore rigore le linee guida dietetiche hanno manifestato una minore perdita di sostanza grigia, un effetto che si traduce in un ritardo stimato di 2,5 anni nel processo di senescenza cerebrale. Questo modello alimentare, acronimo di Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay, fonde elementi della Dieta Mediterranea e della dieta DASH, entrambe riconosciute per i benefici cardiovascolari e neuroprotettivi.
L'osservazione più dettagliata ha rivelato che una più stretta adesione a questo regime alimentare si associava anche a una più lenta progressione nell'espansione del volume ventricolare totale. Tale rallentamento equivale a un ulteriore anno di giovinezza cerebrale preservata, secondo le misurazioni effettuate. I ricercatori suggeriscono che i composti antiossidanti e le proteine di alta qualità, abbondanti in questo regime, agiscono per contrastare il danno neuronale, mentre l'eccessivo consumo di grassi non salutari è ritenuto un fattore che può esacerbare i processi infiammatori a livello cerebrale.
La dieta MIND, sviluppata da ricercatori del Rush University Medical Center e della Harvard Chan School of Public Health, pone enfasi su alimenti specifici per la salute cognitiva. Il piano nutrizionale privilegia il consumo di verdure, in particolare quelle a foglia verde come spinaci e cavolo nero, e i frutti di bosco, ricchi di antociani e vitamine. È raccomandato l'uso preferenziale di olio extra vergine d'oliva come fonte primaria di grassi, insieme a un consumo regolare di noci, legumi e pesce. Per massimizzare i benefici, la dieta ideale prevede almeno sei porzioni settimanali di verdure a foglia verde e due porzioni di frutti di bosco, con incoraggiamento per pollame e pesce non fritto, rispettivamente, in almeno due e una porzione settimanale.
Parallelamente, il protocollo dietetico impone restrizioni su categorie alimentari considerate meno benefiche per la funzione cerebrale. Si raccomanda di limitare burro e margarina a meno di un cucchiaio al giorno, i formaggi a meno di una porzione settimanale, e le carni rosse e lavorate a meno di quattro porzioni settimanali. È fondamentale contenere l'assunzione di dolciumi e prodotti da forno industriali, mantenendoli sotto le cinque porzioni settimanali, e limitare i cibi fritti o provenienti dal fast food a meno di una volta alla settimana.
Uno studio osservazionale su larga scala, che ha coinvolto circa 1.647 partecipanti della coorte del Framingham Heart Study Offspring, con un monitoraggio medio di 12 anni mediante risonanze magnetiche, ha fornito dati strutturali concreti. I risultati hanno indicato che un punteggio di aderenza più elevato alla dieta MIND era correlato a una più lenta riduzione della materia grigia. È interessante notare che, inaspettatamente, un consumo maggiore di cereali integrali è risultato associato a cambiamenti strutturali sfavorevoli, come un più rapido declino della materia grigia e un'espansione ventricolare accelerata. Al contrario, un maggiore apporto di formaggio è risultato associato a una riduzione più lenta della materia grigia e a un minore ingrossamento ventricolare. Questi risultati, sebbene derivanti da uno studio osservazionale, rafforzano il potenziale della dieta MIND come strategia alimentare per rallentare la neurodegenerazione negli anziani, con l'aderenza più elevata collegata anche a un rischio inferiore del 53% di sviluppare la malattia di Alzheimer in alcune coorti analizzate.
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Fonti
www.topontiki.gr
News-Medical.Net
The Resident
KRDO
Framingham Today
Science Media Centre
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