Olio di Microalghe Sostituisce Olio di Pesce negli Integratori Omega-3 per Sostenibilità
Modificato da: Olga Samsonova
Il settore nutraceutico sta attraversando una transizione fondamentale, con l'olio derivato dalle microalghe che si afferma come fonte vegetale primaria per gli acidi grassi essenziali Omega-3, in particolare EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico). Questa evoluzione mira a sostituire progressivamente l'olio di pesce tradizionale negli integratori, spinta dalla crescente consapevolezza pubblica sui benefici per la salute e dalla necessità di salvaguardare gli ecosistemi marini. Tradizionalmente, i pesci sono la fonte di questi acidi grassi, ma la pesca e l'acquacoltura attuali riescono a coprire solo circa il 15% del fabbisogno globale di EPA e DHA.
La produzione di olio algale avviene in sistemi colturali rigorosamente controllati, noti come fotobioreattori chiusi, che utilizzano spesso configurazioni come pannelli piatti o tubolari multistrato. Questo metodo garantisce un prodotto finale intrinsecamente più puro e sicuro, esente dai contaminanti marini, come i metalli pesanti, che possono accumularsi nelle fonti ittiche. Tale coltivazione in ambiente controllato permette inoltre una produzione continua durante tutto l'anno, superando i limiti dei cicli stagionali delle colture agrarie.
I progressi tecnologici e l'ottimizzazione dei processi di coltivazione stanno riducendo i costi di produzione dell'olio di alghe, accelerando l'adozione. Le microalghe, organismi a crescita rapida, possono produrre biomassa in tempi brevi, con un tasso di riproduzione paragonabile a quello di batteri o lieviti. Inoltre, l'olio di alghe fornisce EPA e DHA direttamente utilizzabili, rappresentando un'alternativa metabolicamente più vantaggiosa rispetto alle fonti vegetali come il lino, dove solo circa l'1-5% dell'ALA si converte in EPA e lo 0,1-0,5% in DHA.
La sicurezza dell'olio di alghe è supportata da riconoscimenti ufficiali, come l'avviso GRAS 1185 della FDA per l'olio ricco di DHA derivato da Schizochytrium sp., che ne autorizza l'uso nelle formule per neonati e negli alimenti. Il segmento algale si sta posizionando come il settore a più rapida espansione nel mercato globale degli Omega-3, con sforzi industriali volti a integrare questo olio in prodotti di consumo di massa, come le bevande vegetali. I consumatori mostrano una preferenza crescente per alternative sostenibili e vegetali, influenzando significativamente i mercati premium in Nord America ed Europa.
Oltre agli Omega-3, le microalghe sono una fonte nutrizionale ricca, contenendo proteine di alta qualità, vitamine come la E e il gruppo B, e antiossidanti quali i carotenoidi, inclusa l'astaxantina. L'impiego di queste biotecnologie microalgali, sviluppate in strutture avanzate come il Parco Bioreattori nato dalla collaborazione tra l'Istituto Spallanzani e il Politecnico di Milano, mira a rendere i processi produttivi più sostenibili e circolari. L'obiettivo a lungo termine è l'integrazione completa dell'olio di pesce, come dimostrato da studi in cui le microalghe Schizochytrium sp. hanno migliorato la crescita di pesci tilapia del Nilo rispetto a diete a base di olio di pesce.
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Fonti
Ad Hoc News
Straits Research
dsm-firmenich Health, Nutrition & Care
VitaMoment
FormMed
Global Market Insights Inc.
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