Sgombro si Afferma come Fonte Prioritaria di Omega-3 Sostenibili per il 2026
Modificato da: Olga Samsonova
Nel panorama nutrizionale previsto per il 2026, lo sgombro sta emergendo come fonte di acidi grassi Omega-3 di primaria importanza, superando la sardina in rilevanza. Questo pesce azzurro, diffuso nelle acque fredde dell'Atlantico settentrionale, del Mediterraneo e del Mar Nero, è apprezzato per il suo profilo nutrizionale eccezionale e la gestione sostenibile delle risorse ittiche.
Lo sgombro vanta una concentrazione notevole di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), componenti essenziali riconosciuti per il supporto cardiovascolare, la modulazione dei processi infiammatori e il mantenimento delle funzioni cognitive. Per 100 grammi di prodotto, lo sgombro può contenere fino a 2,5 grammi di Omega-3, superando la sardina (1,7g) e il tonno (0,5g) in questo specifico apporto. Oltre agli Omega-3, la carne offre un apporto significativo di proteine nobili, vitamina D, vitamina B12 e selenio, quest'ultimo noto per mitigare gli effetti tossici del mercurio.
La minore bioaccumulazione di metilmercurio nello sgombro, misurata a 107 µg/kg nel Mediterraneo, lo rende più sicuro rispetto a predatori di maggiori dimensioni come il pesce spada (1212 µg/kg) o il tonno (290 µg/kg). Questa caratteristica, dovuta alla sua posizione meno apicale nella catena alimentare, consente un consumo più frequente, come raccomandato in contesti come il Portogallo. L'elevata densità nutrizionale, in particolare l'alto contenuto di DHA, rende lo sgombro un pilastro per la salute cerebrale, dato che il DHA costituisce circa il 40% degli acidi grassi polinsaturi presenti nel cervello.
La valorizzazione di alimenti tradizionali e a buon mercato, come lo sgombro, è vista come una strategia diretta per elevare la qualità dietetica globale, specialmente in nazioni con una forte cultura ittica come il Portogallo, dove il consumo di pesce è il più alto in Europa. Le tradizioni culinarie celebrano questo pesce attraverso preparazioni che ne esaltano le qualità organolettiche, come la ricetta portoghese 'Cavalas à Tanoeiro', che prevede la bollitura con aromi e un finale di olio d'oliva. La percentuale di grassi nello sgombro varia stagionalmente, raggiungendo picchi fino al 30% in autunno, rispetto al 3% circa in primavera, influenzando la ricchezza di Omega-3.
L'attenzione alla sostenibilità è un fattore chiave nel posizionamento dello sgombro per il futuro. Aziende, come Proda di Castelguelfo (PR), promuovono la pesca sostenibile e l'allevamento ittico responsabile. Inoltre, la ricerca, come il progetto 'VitaDwaste' coordinato da ENEA e Università di Camerino, sta esplorando l'estrazione di Vitamina D e Omega-3 dagli scarti di pesce non commercializzabili, utilizzando tecnologie come l'anidride carbonica supercritica, per massimizzare il valore della filiera e ridurre gli sprechi. Questo approccio circolare rafforza la percezione dello sgombro come risorsa alimentare responsabile.
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ND
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