Benefici Metabolici delle Spezie: Focus su Zenzero, Curcuma e Zafferano nel Diabete di Tipo 2

Modificato da: Olga Samsonova

Analisi scientifiche recenti evidenziano il potenziale dello zenzero (Zingiber officinale), una radice originaria dell'India e dell'Asia tropicale, come supporto naturale nella gestione dei parametri metabolici associati al Diabete Mellito di Tipo 2. I composti polifenolici attivi, in particolare i gingeroli come il 6-gingerolo, sono associati a proprietà antinfiammatorie e alla capacità di migliorare la sensibilità insulinica. Studi clinici hanno suggerito che l'integrazione con questa spezia può contribuire a una riduzione dei livelli di glucosio a digiuno, dell'emoglobina glicata (HbA1c) e dell'insulina sierica.

Una meta-analisi del 2015 ha supportato l'azione benefica dello zenzero nel contesto del diabete di Tipo 2, una condizione che interessa centinaia di milioni di persone a livello globale. Sperimentazioni cliniche randomizzate e controllate con placebo hanno fornito dati specifici: l'assunzione di 2 grammi di zenzero in polvere al giorno per 12 settimane ha mostrato effetti sui marcatori chiave. In uno studio più esteso su 88 persone diabetiche, l'assunzione di 3 grammi di zenzero in polvere al giorno per 8 settimane ha determinato una riduzione media della glicemia a digiuno di 19,41 mg/dL e dell'HbA1c di 0,77% rispetto al gruppo placebo. Il meccanismo d'azione del 6-gingerolo è stato paragonato in vitro a quello della metformina, stimolando l'assorbimento di glucosio nelle cellule muscolari in assenza di insulina.

La ricerca ha inoltre esaminato altre spezie rilevanti nella dieta mediterranea per il controllo glicemico. La curcuma, tramite la curcumina, agisce come antiossidante, potenzialmente riducendo l'assorbimento di zuccheri e migliorando l'insulino-resistenza. Una meta-analisi su 17 studi clinici randomizzati ha indicato che la curcuma e i curcuminoidi possono abbassare la glicemia a digiuno di circa 7,86 mg/dL e l'HbA1c di 0,38% in popolazioni con malattia metabolica, in particolare dopo interventi superiori alle 8 settimane. La piperina, alcaloide presente nel pepe nero, ha mostrato in modelli animali di ridurre la glicemia a digiuno e di modulare la segnalazione anti-apoptotica nelle cellule pancreatiche beta, suggerendo un ruolo nel preservare la funzione insulinica.

Lo zafferano ha dimostrato di indurre un maggiore assorbimento di glucosio da parte delle cellule, riducendo la concentrazione ematica. Una revisione sistematica con metanalisi su studi clinici randomizzati (RCT) aggiornata a gennaio 2023 ha confermato che l'estratto idroalcolico di zafferano può ridurre significativamente l'HbA1c, la creatinina e il colesterolo totale in soggetti con diabete di tipo 2. La sinergia tra questi fitocomplessi, supportata da dosaggi specifici, come i 600-3000 mg di zenzero al giorno menzionati, rafforza l'approccio nutrizionale integrato. L'integrazione di queste spezie, come parte di una strategia dietetica bilanciata, è un'area di crescente interesse clinico per la gestione del diabete di Tipo 2, mirando a ridurre l'infiammazione sistemica e migliorare la sensibilità ormonale.

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Fonti

  • znaj.ua

  • Access Medical Labs Blogs

  • Surrey Live

  • MDPI

  • Bali clinic

  • Healthline

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