Quarant'anni di Moratoria sulla Caccia: L'Evoluzione della Conservazione Marina
Modificato da: Olga Samsonova
La Commissione Baleniera Internazionale (IWC), che si prepara a celebrare il suo ottantesimo anniversario nel 2026, si trova a un momento cruciale, segnato dal quarantesimo anniversario del blocco globale sulla caccia commerciale alle balene. Questa moratoria, formalmente istituita nel 1986, è universalmente riconosciuta come un punto di svolta che ha permesso la ripresa di numerose popolazioni di cetacei dopo secoli di sfruttamento intensivo. L'approvazione di questo divieto storico avvenne il 23 luglio 1982, durante un incontro tenutosi presso l'Hotel Metropole di Brighton, nel Regno Unito, un evento considerato una delle più significative vittorie per la conservazione del XX secolo.
Nonostante l'adesione della maggioranza degli stati membri, alcune nazioni continuano a esercitare la caccia, spesso sfruttando obiezioni formali o interpretazioni normative. La Norvegia, ad esempio, ha mantenuto la sua attività di caccia alla balenottera minore (minke) opponendosi formalmente al divieto dal 1993, e ha recentemente aumentato la sua quota per il 2026 a 1.641 esemplari, giustificando l'incremento con il trasferimento di quote non utilizzate. Parallelamente, il Giappone, dopo essersi ritirato dall'IWC nel 2019, ha ripreso la caccia commerciale nelle proprie acque costiere, ignorando le raccomandazioni dell'ente. Anche l'Islanda ha proseguito l'attività di caccia, sebbene nel 2023 la licenza per la caccia di Hvalur fosse in scadenza, con segnali di un possibile mancato rinnovo da parte di settori dell'allora governo.
L'evoluzione del mandato dell'IWC riflette un cambiamento di priorità, passando dalla regolamentazione delle quote di caccia, scopo originario dal 1946, all'affrontare minacce antropiche più pervasive. Gli specialisti del settore indicano ora l'intrappolamento accidentale negli attrezzi da pesca come la minaccia predominante per balene e delfini a livello mondiale. Si stima che queste interazioni involontarie causino il decesso di oltre 300.000 cetacei ogni anno, un dato che evidenzia la gravità della pesca industriale e delle reti fantasma.
L'espansione del focus conservazionistico dell'IWC è cruciale, come dimostrato dalla 69esima riunione tenutasi in Perù, dove la moratoria è stata rafforzata, sebbene sia fallito per un solo voto l'obiettivo di istituire un santuario nell'Atlantico Meridionale. Le nuove priorità includono la gestione degli abbattimenti dovuti a collisioni navali e l'impatto dell'inquinamento, sia chimico che da plastica, che compromette il sistema immunitario dei cetacei. Il valore ecologico di questi mammiferi è significativo; il Fondo Monetario Internazionale ha stimato che il valore di una singola grande balena per l'umanità e la natura superi i due milioni di dollari statunitensi. Nonostante la protezione legale, specie come il capodoglio rimangono vulnerabili, con l'84% degli esemplari spiaggiati tra il 2008 e il 2019 in Italia che presentava frammenti di plastica nello stomaco.
La prossima assemblea, IWC70, prevista a Hobart, in Australia, dovrà affrontare in modo sistemico queste sfide contemporanee. La comunità internazionale, inclusi enti come il WWF, richiede un'azione coordinata lungo i cosiddetti "corridoi blu" migratori per mitigare pericoli che spaziano dalle collisioni navali all'inquinamento acustico. L'analisi legale suggerisce che la competenza dell'IWC si estende a tutte le acque dove si pratica la caccia e le minacce correlate, permettendo l'adozione di regolamentazioni per la conservazione.
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Fonti
The Good Men Project
IFLScience
Mongabay
IFAW
Ministry of Foreign Affairs of Japan
IISD SDG Knowledge Hub
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