Esposizione Precoce ad Animali Domestici Modula Sviluppo Immunitario Infantile, Rilevano Studi

Modificato da: Olga Samsonova

La convivenza con cani o felini domestici durante l'infanzia è associata a benefici biologici significativi, secondo analisi scientifiche recenti. L'interazione quotidiana con questi animali sembra conferire ai bambini una maggiore robustezza immunitaria contro le infezioni comuni rispetto ai coetanei senza tale esposizione. Questo contatto continuo con una varietà di microrganismi veicolati dagli animali agisce come un meccanismo di addestramento per il sistema immunitario, migliorandone la capacità di discriminare tra agenti patogeni e stimoli innocui.

Questo scambio microbico costante è concettualmente descritto come un allenamento per le cellule immunitarie, preparandole a rispondere efficacemente senza innescare risposte infiammatorie eccessive. Ricerche aggiuntive indicano che questa esposizione precoce potrebbe anche offrire una protezione contro l'infiammazione cronica di basso grado, una condizione talvolta collegata a disturbi psichiatrici. Studi in contesti geografici diversi hanno quantificato questi benefici. Una ricerca svedese, per esempio, ha evidenziato che i bambini esposti alla presenza di cani durante il primo anno di vita mostravano una probabilità ridotta del 15% di sviluppare asma all'età di sei anni. Analogamente, ricercatori finlandesi hanno correlato la presenza di animali domestici a una diminuzione dei rischi di eczema atopico e rinite allergica, con un beneficio specifico per la dermatite atopica in presenza di cani, specialmente in soggetti geneticamente predisposti.

Un'indagine presentata al congresso della European Respiratory Society (ERS) di Amsterdam il 30 settembre 2025, condotta dall'Hospital for Sick Children (SickKids) di Toronto, ha misurato allergeni specifici come Can f1 e Fel d1 nella polvere domestica. I risultati hanno confermato che i neonati esposti agli allergeni dei cani presentavano un rischio inferiore di asma entro i cinque anni. L'evidenza scientifica suggerisce che la coabitazione con animali domestici modula la produzione di molecole responsabili delle reazioni allergiche. In Giappone, un'ampia indagine che ha coinvolto oltre 65.000 neonati, pubblicata su Plos One, ha rilevato che i bambini cresciuti con cani avevano una probabilità minore di sviluppare intolleranze severe verso uova, latte e noci. Lo studio, parte del Japan Environment and Children's Study e analizzato fino all'età di tre anni, ha mostrato che la presenza di gatti offriva protezione specifica contro le allergie a grano, uova e soia.

Nonostante l'associazione sia stata stabilita, gli autori giapponesi hanno chiarito che la ricerca non dimostra una causalità diretta, ipotizzando che fattori legati allo stile di vita o alla genetica dell'animale possano intervenire. Tuttavia, pediatri accreditati, tra cui James Gern dell'Università del Wisconsin, hanno definito i risultati "piuttosto solidi" e coerenti con ricerche precedenti. Questi dati supportano l'ipotesi igienica, secondo cui ambienti eccessivamente sterilizzati possono ostacolare la maturazione immunitaria. La presenza di un cane o un gatto introduce un ecosistema microbico diversificato che stimola le difese immunitarie. Uno studio svedese dell'Università di Göteborg del 2018 ha inoltre evidenziato che l'esposizione al pelo di cani e gatti induce una maggiore tolleranza nei bambini, riducendo l'incidenza di asma, riniti allergiche e dermatiti. Secondo alcuni epidemiologi svedesi, i bambini cresciuti in contesti rurali o in fattoria, con un contatto più diretto con la biosfera animale, vedono il rischio di asma ridursi fino al 50%. La scienza indica che un ambiente ricco di biodiversità, anche mediato da un animale domestico, è fondamentale per uno sviluppo immunitario sano.

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Fonti

  • Unica Radio

  • Children's Health Ireland

  • Colorado Arts and Sciences Magazine

  • Galaxus

  • SMC Spain

  • The Drake Center

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