Sorveglianza Sanitaria dei Cetacei Tramite Campionamento del Soffio con Droni

Modificato da: Olga Samsonova

La comunità scientifica sta adottando una metodologia innovativa che impiega aeromobili a pilotaggio remoto, o droni, per analizzare il vapore espirato, o soffio, dei cetacei, stabilendo un metodo non invasivo per la valutazione della loro condizione fisiologica interna. Questa tecnica avanzata consente ai ricercatori di esaminare mammiferi marini di grandi dimensioni senza indurre lo stress associato al contatto diretto, un progresso rispetto a metodi precedenti come l'uso di collant di nylon per raccogliere il catarro, un approccio pionieristico premiato con un Ig Nobel nel 2010.

Le minuscole goccioline che costituiscono il soffio dei cetacei racchiudono tracce biologiche fondamentali per determinare la salute respiratoria e il benessere generale dell'animale. Il soffio contiene ormoni, metaboliti, cellule epiteliali respiratorie e microrganismi commensali che fungono da indicatori dello stato di salute. L'impiego dei droni offre una prospettiva inedita, cruciale per la sorveglianza delle popolazioni in aree logisticamente complesse, come l'Artico, dove una recente indagine internazionale ha confermato la presenza del morbillivirus dei cetacei (CeMV) a nord del Circolo Polare Artico, rilevato per la prima volta in quelle acque.

Il CeMV, appartenente alla famiglia dei Paramyxoviridae, è un virus noto per essere collegato a episodi di spiaggiamento di massa, causando gravi danni respiratori, neurologici e immunitari nei cetacei, compromettendone la capacità di nuotare e rimanere a galla. La ricerca in questione ha integrato il campionamento tramite drone con le biopsie cutanee per ottenere una valutazione sanitaria più esaustiva, coprendo un arco temporale tra il 2016 e il 2025 e analizzando specie quali megattere, capodogli e balenottere comuni nell'Atlantico Nord Orientale. Il virus è noto per infettare specie minacciate e in pericolo, come la balenottera comune (*Balaenoptera physalus*) e il capodoglio (*Physeter macrocephalus*), rendendo la rilevazione precoce indispensabile per attuare misure di conservazione tempestive.

La raccolta di campioni di soffio tramite drone è considerata un punto di svolta metodologico, poiché permette un monitoraggio etico e scalabile degli agenti patogeni sugli esemplari vivi. L'analisi dei dati genetici raccolti dal soffio consente agli scienziati di studiare il microbioma, i livelli ormonali legati allo stress e la genetica di una balena senza contatto fisico invasivo, configurandosi come una biopsia a distanza. Il CeMV presenta diversi ceppi, tra cui il morbillivirus del delfino (DMV), quello della balena pilota (PWMV) e quello della focena (PMV), con epidemie che hanno interessato diverse aree globali.

In Italia, tra il 2018 e il 2021, su 354 cetacei spiaggiati analizzati, 113 sono risultati positivi al CeMV, con una prevalenza del 31,9% riscontrata in quasi tutti i settori costieri, ad eccezione dell'Adriatico settentrionale. La maggior parte degli individui positivi in quello studio erano adulti (70,83%) e stenelle striate (*Stenella coeruleoalba*) (79,16%), supportando l'ipotesi di una circolazione persistente del ceppo atlantico nord-orientale del virus nelle acque italiane.

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Fonti

  • Pravda

  • Oceanographic Magazine

  • УНН

  • The Independent

  • Discover Magazine

  • King's College London

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