Zuckerberg Testimonia in Processo Pilota su Accuse di Design Intenzionalmente Dipendente di Meta e Google

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Il CEO di Meta Platforms, Mark Zuckerberg, è comparso in tribunale presso la Corte Superiore di Los Angeles per un processo pilota che esamina accuse fondamentali contro l'industria tecnologica. Il procedimento si concentra sulla contestazione che piattaforme come Instagram e YouTube siano state intenzionalmente strutturate per indurre dipendenza negli utenti più giovani, contribuendo a problemi di salute mentale.

La querelante principale, identificata come K.G.M., una ventenne californiana, sostiene che l'esposizione precoce a queste tecnologie, iniziata con YouTube all'età di sei anni e Instagram a undici, abbia innescato depressione e ideazione suicidaria. La teoria legale dei querelanti si basa sul concetto di "dipendenza per design", affermando che funzionalità come lo scorrimento infinito siano state ottimizzate per massimizzare il tempo di permanenza, potenzialmente a scapito del benessere psicologico degli adolescenti. Questo primo caso di prova vede Meta e Google, proprietaria di YouTube, come imputati principali e mira a stabilire un precedente giuridico per migliaia di contenziosi analoghi pendenti negli Stati Uniti.

La comparizione di Zuckerberg riveste un'importanza notevole, segnando la prima volta che il fondatore di Meta affronta direttamente una giuria su questioni relative alla sicurezza dei minori e al design delle piattaforme, a differenza delle precedenti testimonianze rese in sede congressuale. Prima dell'apertura del processo, sia TikTok che Snapchat hanno risolto le proprie controversie con K.G.M. attraverso accordi confidenziali, lasciando Meta e Google al centro dell'attenzione legale.

La difesa di Meta, rappresentata dall'avvocato Paul Schmidt, ha cercato di spostare la responsabilità, argomentando che le difficoltà della querelante derivassero da un ambiente domestico complesso e ponendo l'accento sulla responsabilità genitoriale. Schmidt ha presentato cartelle cliniche che indicherebbero che K.G.M. era già in terapia per problemi di salute mentale prima di iniziare a usare Instagram, suggerendo che abusi e problemi familiari fossero la causa principale dei suoi disturbi.

L'eco di questo contenzioso si inserisce in una reazione globale più ampia contro le piattaforme per il loro impatto sulla salute mentale dei giovani, un contesto che ha già portato nazioni come l'Australia e la Spagna a imporre restrizioni all'accesso per gli utenti sotto i 16 anni. Il dibattito sul design assuefacente è stato paragonato alle storiche battaglie legali contro l'industria del tabacco. L'esito di questo processo pilota, che vedrà i 12 giurati ascoltare le prove fino alla fine di marzo, potrebbe ridefinire gli standard di progettazione delle piattaforme digitali a livello internazionale, influenzando la pressione regolatoria già in aumento negli Stati Uniti e nell'Unione Europea.

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Fonti

  • GameReactor

  • Portal 072info

  • The New York Times

  • Associated Press

  • Reuters

  • The Guardian

  • NBC News

  • Daily Journal

  • Associated Press

  • Los Angeles Times

  • Seeking Alpha

  • The Guardian

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