India Riprende Acquisti di Petrolio Iraniano Sotto Deroga USA, Mentre Teheran Esenta l'Iraq dalle Restrizioni di Hormuz
Modificato da: Tatyana Hurynovich
Il panorama energetico globale sta subendo una rimodulazione, con l'India che ha formalmente ripreso gli acquisti di petrolio greggio dall'Iran, interrompendo una pausa iniziata nel maggio 2019. Questa riattivazione commerciale è stata resa possibile da una deroga temporanea concessa dagli Stati Uniti sulle sanzioni, specificamente per il petrolio iraniano già in navigazione al momento dell'annuncio. Il Ministero indiano del Petrolio e del Gas Naturale ha confermato l'acquisizione da parte delle raffinerie nazionali, smentendo al contempo voci su difficoltà nei meccanismi di pagamento. A supporto di questa ripresa degli scambi, è stato altresì confermato l'arrivo di gas di petrolio liquefatto (GPL) iraniano presso il porto di Mangalore.
Questa mossa segna un'inversione di tendenza per il terzo importatore mondiale di greggio, avvenuta in un contesto di marcate turbolenze nel traffico marittimo del Golfo Persico, dove le restrizioni hanno causato un aumento del prezzo del Brent di circa il 60% dal 28 febbraio 2026. La raffineria Reliance Industries, che gestisce il più grande complesso di raffinazione del mondo, avrebbe concluso l'acquisto di 5 milioni di barili di greggio dalla National Iranian Oil Co. (NIOC) con un premio di circa 7 dollari al barile sui futures Brent. Le previsioni per il Brent nel 2026 sono state riviste al rialzo fino a 82,85 dollari al barile, un aumento del 30% rispetto alle stime di febbraio, prima dell'inizio delle ostilità.
Parallelamente a questa dinamica commerciale, il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato una misura geopolitica mirata, esentando l'Iraq dalle restrizioni di navigazione imposte sullo Stretto di Hormuz. Lo Stretto, un collo di bottiglia vitale attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, era stato di fatto reso inaccessibile a causa dell'escalation del conflitto regionale. Questa esenzione selettiva per Baghdad, un alleato regionale, mira a mitigare la crisi economica che ha colpito l'Iraq, la cui economia dipende fortemente dalle entrate petrolifere.
Questa decisione iraniana si inserisce in un quadro di alta tensione diplomatica e militare internazionale. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha imposto un ultimatum di 48 ore all'Iran per la riapertura incondizionata dello Stretto, minacciando conseguenze severe in caso di mancato adempimento. Questa dichiarazione segue un precedente avvertimento di dieci giorni lanciato il 26 marzo. La capacità dell'Iran di gestire selettivamente il traffico, concedendo permessi ad alleati come l'Iraq e riprendendo scambi con partner strategici come l'India, suggerisce una strategia di mantenimento della leva geopolitica senza incorrere nel costo politico di una chiusura totale.
La ripresa delle importazioni indiane evidenzia la ricerca di forniture energetiche alternative da parte di Nuova Delhi in un mercato sotto stress. La decisione iraniana di esonerare Baghdad, mentre le tensioni con Washington rimangono elevate e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha posticipato un voto su una risoluzione per la protezione delle navi commerciali, sottolinea la natura condizionata e selettiva delle attuali regolamentazioni marittime nel Golfo. L'intera situazione evidenzia come le decisioni di approvvigionamento energetico di grandi consumatori come l'India siano intrinsecamente legate alle mutevoli dinamiche di potere e alle concessioni diplomatiche nel Medio Oriente.
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Fonti
H Kαθημερινή
Politika
Valor Econômico
The National
Deccan Herald
Bloomberg
The Hindu
The Indian Express
The Hindu
Reuters
The National
India Today
The Economic Times
Notícias ao Minuto
Brasil 247
Opera Mundi
Agência Brasil
UOL Notícias
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