La Scienza Misura la Gioia Animale: Il Progetto "Joy-o-meter" si Espande a Delfini e Kea

Modificato da: Olga Samsonova

La comunità scientifica sta orientando la propria attenzione verso la misurazione oggettiva degli stati di affetto positivo negli animali, superando le precedenti riserve legate al rischio di antropomorfizzazione. Questo cambiamento metodologico è fondamentale per sviluppare una comprensione sfumata della felicità animale, un campo precedentemente trascurato a favore dello studio delle emozioni negative, come paura e stress, più facilmente quantificabili tramite parametri fisiologici come i livelli di cortisolo.

Un'iniziativa collaborativa multi-universitaria, soprannominata informalmente "Joy-o-meter", mira a stabilire indicatori misurabili di piacere intenso in diverse specie. Il progetto impiega un approccio integrato che combina l'analisi comportamentale, le vocalizzazioni, i test cognitivi sull'ottimismo e i marcatori biologici per definire parametri affidabili di gioia. Questo approccio si allinea con la teoria dell'"equilibrio affettivo", che postula il benessere positivo quando le esperienze piacevoli superano quelle negative.

La ricerca si sta espandendo oltre gli studi iniziali su primati e pappagalli, includendo ora mammiferi marini come i delfini. Nei delfini, il successo in sfide complesse è associato all'emissione di specifici gridi identificati come "victory squeal" (grido di vittoria), che segnalano il riconoscimento del successo e potrebbero essere collegati al rilascio di dopamina. Questo segnale è stato osservato sia dopo la cattura di prede sia dopo il completamento di compiti assegnati da addestratori, e persino in mare aperto senza la presenza umana.

Parallelamente, gli studi sul pappagallo Kea (Nestor notabilis), specie vulnerabile originaria delle montagne dell'Isola del Sud della Nuova Zelanda, hanno evidenziato segnali distintivi di piacere. I Kea manifestano vocalizzazioni giocose definite "warble calls" che inducono un contagio emotivo positivo nei loro simili, innescando interazioni e giochi più prolungati. I ricercatori analizzano campioni biologici per differenziare oggettivamente questi stati di gioia da quelli di stress, cercando una validazione biochimica tramite marcatori ormonali.

La capacità di quantificare l'affetto positivo, osservando comportamenti come il gioco o l'emissione di suoni specifici in risposta a ricompense, trasforma la percezione della sensibilità animale da aneddotica a dato empirico verificabile. Questo progresso scientifico consolida il riconoscimento che emozioni come gioia e ottimismo non sono esclusive della specie umana, ma fanno parte del repertorio esperienziale di numerose specie. L'obiettivo finale è fornire una comprensione più stratificata della felicità animale, con implicazioni dirette per le future strategie di conservazione e per il miglioramento del benessere animale in contesti di cattività e non.

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Fonti

  • VICE

  • Science News

  • VICE

  • Uniavisen

  • Science News

  • John Templeton Foundation

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