Lupi della Zona di Esclusione di Chernobyl Mostrano Resistenza Genetica al Cancro
Modificato da: Olga Samsonova
La Zona di Esclusione di Chernobyl (CEZ), istituita dopo il disastro nucleare del 26 aprile 1986, funge da laboratorio naturale per studiare gli effetti a lungo termine delle radiazioni ionizzanti sulla fauna selvatica. Nonostante l'elevata contaminazione, popolazioni come il lupo grigio (Canis lupus) sono prosperate in assenza di interferenze umane dirette, come la caccia. La densità di questi predatori nella CEZ è stimata essere fino a sette volte superiore rispetto ad aree protette comparabili in Bielorussia, indicando una notevole resilienza ecologica in un ambiente radioattivo.
Biologi evoluzionisti dell'Università di Princeton, tra cui Cara Love, hanno concentrato la loro ricerca su questa popolazione di lupi costantemente esposta a livelli di radiazioni che superano i limiti di sicurezza stabiliti per l'uomo. Monitoraggi con radiocollari hanno misurato esposizioni che in alcuni casi eccedono di sei volte il massimo giornaliero consentito per i lavoratori esposti. Le analisi sui campioni di sangue hanno rivelato alterazioni nel sistema immunitario dei lupi, con somiglianze riscontrate in pazienti oncologici umani sottoposti a radioterapia.
Studi sul trascrittoma, focalizzati sull'espressione genica, hanno evidenziato una rimodulazione di processi fisiologici critici, quali l'apoptosi e la risposta immunitaria, suggerendo una maggiore tolleranza allo sviluppo tumorale. Gli scienziati hanno identificato specifiche regioni genomiche in questi canidi che sembrano offrire una protezione genetica contro l'aumento del rischio di cancro indotto dalle radiazioni. Questa evidenza supporta l'ipotesi che la popolazione stia subendo un processo di selezione naturale accelerata, favorendo gli individui portatori di geni per la resilienza oncologica.
La ricerca, presentata da Cara Love al congresso annuale della Society of Integrative and Comparative Biology (SICB) a Seattle, e da Shane Campbell-Staton, suggerisce che l'analisi di questi meccanismi evolutivi possa fornire nuove prospettive per lo sviluppo di trattamenti oncologici umani. L'assenza di pressioni selettive antropiche, come la caccia, ha permesso a questi animali di prosperare, consentendo al contempo l'osservazione di un rapido adattamento biologico in un ecosistema complesso di circa 4.300 chilometri quadrati tra Ucraina e Bielorussia.
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Fonti
Último Segundo
The Chernobyl Exclusion Zone
Wolves in Chernobyl - Shane Campbell-Staton
Shane Campbell-Staton is Showing the World how Human Activity is Shaping Evolution Right Now | Princeton International
A mutação dos lobos de Chernobyl mostra resistência ao câncer - O Antagonista
Os cães de Chernobyl são azuis. E a ciência descobriu por que - Exame
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