Grandi Tech USA Pianificano Spesa AI per 650 Miliardi di Dollari nel 2026

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I principali attori del settore tecnologico statunitense, tra cui Amazon, Microsoft, Meta e Alphabet, hanno delineato piani di spesa in conto capitale (Capex) che sommano a oltre 650 miliardi di dollari per l'infrastruttura di Intelligenza Artificiale nel corso del 2026. Questa cifra rappresenta un aumento di circa il 60% rispetto ai livelli stimati per il 2025, attestatisi intorno ai 410 miliardi di dollari, segnando un'accelerazione nella corsa per il dominio computazionale. Amazon ha specificato un impegno di circa 200 miliardi di dollari, mentre Alphabet ha previsto una forchetta tra i 175 e i 185 miliardi, e Meta ha preventivato tra i 115 e i 135 miliardi di dollari per sostenere la propria strategia dichiaratamente “AI-first”.

Questa massiccia allocazione di capitale è diretta primariamente verso l'espansione dei data center, infrastrutture essenziali per l'addestramento e l'inferenza dei modelli di IA, oltre che per l'approvvigionamento di chip avanzati. La motivazione di mercato è guidata dalla percezione che rimanere indietro nell'ecosistema dell'IA comporti un rischio esistenziale. L'entità dell'investimento di Amazon, da sola pari a 200 miliardi di dollari, supera la spesa combinata di oltre venti grandi aziende americane nei settori industriale, energetico o dei trasporti, evidenziando la concentrazione di capitale nel settore.

Il confronto con la bolla delle Dot-com del 2000 è un riferimento comune, sebbene analisi come quella di ZKB suggeriscano che il panorama attuale sia strutturalmente più solido. A differenza delle precedenti startup finanziate prevalentemente a debito, le attuali Big Tech stanno finanziando gran parte di questi progetti con profitti operativi significativi, legando gli investimenti a carichi di lavoro produttivi concreti. Nonostante questa base reddituale, le valutazioni rimangono elevate e la forte dipendenza dalla narrativa dell'IA mantiene una volatilità intrinseca per gli investitori.

L'impatto di questa spesa si estende profondamente al settore dei semiconduttori. Aziende come Nvidia, fornitore standard di chip per l'elaborazione IA, registrano una domanda esplosiva, con previsioni di ricavi triplicati rispetto all'anno precedente. Questa dinamica impone ai produttori come Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (TSMC) di pianificare espansioni significative; Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha indicato che TSMC potrebbe necessitare di raddoppiare la capacità produttiva nei prossimi dieci anni per soddisfare solo la domanda di Nvidia. Parallelamente, TSMC sta investendo 250 miliardi di dollari per una catena di approvvigionamento in America, mentre Intel cerca di recuperare terreno nella produzione di semiconduttori di fascia alta per Microsoft, supportata da incentivi federali come il Chips Act.

Un fattore critico nell'espansione è il fabbisogno energetico. L'uso intensivo di GPU per l'addestramento dei modelli sta aumentando il consumo dei data center, che richiedono sistemi di raffreddamento avanzati. Le proiezioni indicano che il consumo elettrico dei data center potrebbe aumentare fino al 127% a livello globale entro il 2030, ponendo sfide alla stabilità delle reti elettriche. Report, inclusi quelli di BCG, evidenziano il rischio di carenza energetica “ferma” già dal 2026 negli Stati Uniti in assenza di nuovi progetti di generazione. Ciò sta stimolando l'innovazione verso fonti energetiche non convenzionali, come il riutilizzo di gas di discarica, per bilanciare la domanda computazionale con gli obiettivi di neutralità carbonica.

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Fonti

  • Livesystems

  • Vertex AI Search

  • Vertex AI Search

  • Vertex AI Search

  • Vertex AI Search

  • Vertex AI Search

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