Logoramento Materno nel 2026: L'Auto-Imposizione Supera i Conflitti di Agenda

Modificato da: Olga Samsonova

L'analisi del panorama del 2026 indica che l'esaurimento significativo sperimentato dalle madri affonda le radici prevalentemente nell'intensa pressione autoimposta, superando le difficoltà legate alla mera gestione del tempo. Questa spossatezza cronica è alimentata da un retaggio culturale che privilegia le responsabilità domestiche e la cura della prole rispetto al benessere personale, in netto contrasto con le rappresentazioni idealizzate diffuse sui canali social.

Studi sul burnout genitoriale, che mostrano una prevalenza maggiore tra le madri (fino al 97% in alcune ricerche come quella di Urbanowicz et al. del 2023), sottolineano come la percezione di inadeguatezza alimenti un circolo vizioso di perfezionismo e insoddisfazione. La scrittrice e formatrice Diana Al Azem, nota per il suo lavoro con la piattaforma Adolescenza Positiva e autrice di opere come AdolescenteZ della A alla Z, evidenzia la discrepanza tra il modello irraggiungibile della "fleximom" – madre realizzata, dedita alla cura di sé – e la scarsità di tempo effettivo. Al Azem sostiene che l'ostacolo principale risieda nell'auto-esigenza interna, una forma di perfezionismo che spinge a soddisfare ogni aspettativa sociale sulla genitorialità, piuttosto che in un'agenda oggettivamente sovraccarica.

Per mitigare questo logoramento, Al Azem suggerisce l'integrazione di momenti di cura personale attraverso le "micromomenti" quotidiane, come dedicare tempo all'ascolto musicale in solitudine. È altresì cruciale validare la rabbia materna, un'emozione spesso repressa dal bisogno di mantenere una facciata di perfezione e per evitare il senso di colpa legato al mancato raggiungimento di standard genitoriali elevati. Questa dinamica si collega alla paura di non essere madri adeguate, un tema centrale emerso in analisi fenomenologiche di madri prossime all'esaurimento.

Le strategie di adattamento più efficaci si concentrano sulla creazione di legami autentici e sulla pratica della vulnerabilità all'interno di "tribù" di supporto composte da altre madri. Questa condivisione contrasta l'isolamento, fattore che, analogamente al burnout lavorativo, può generare una concezione negativa di sé e sentimenti di mancanza di supporto. Il messaggio fondamentale è l'accettazione dei limiti intrinseci al ruolo: riconoscere che il mancato completamento di ogni compito è un esito accettabile costituisce una deviazione necessaria dalle pressioni del perfezionismo, allineandosi con concetti come l'auto-compassione, dimostrata in diversi studi come attenuante del perfezionismo, fattore di rischio per il burnout genitoriale.

L'aspettativa sociale che storicamente associa la figura femminile alla cura, rafforzata dal dato che il 67% del lavoro familiare è svolto dalle donne, consolida la base di queste auto-imposizioni. L'integrazione di strategie cognitive e comportamentali, come il protocollo CBSM, mira a fornire strumenti per la gestione dello stress cronico e la promozione del benessere psicologico in questo contesto.

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Fonti

  • EL PAÍS

  • Plataforma Editorial

  • Casa del Libro

  • EL PAÍS

  • Magisnet

  • Google Play

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