Produzione mondiale di plastica nel 2026: volumi record nonostante le nuove restrizioni normative

Modificato da: Tatyana Hurynovich

Nonostante la crescente consapevolezza ambientale e l'adozione di politiche più rigide, la produzione globale di plastica nel 2026 continua a sfiorare livelli record, superando la soglia delle 430 milioni di tonnellate all'anno. Questi dati mettono in luce un divario persistente tra le intenzioni dei regolatori e l'effettiva produzione industriale. Circa la metà di questo volume è costituita da articoli monouso, che esercitano una pressione insostenibile sui sistemi di gestione dei rifiuti in tutto il mondo. Già nel 2019, le emissioni totali di CO2 legate all'intero ciclo di vita della plastica erano pari a circa 1,8 miliardi di tonnellate, evidenziando il ruolo critico di questo settore nel cambiamento climatico globale.

A livello regionale, stanno emergendo nuove iniziative legislative volte a trasferire l'onere dello smaltimento dai contribuenti direttamente ai produttori. In Canada, ad esempio, la provincia dell'Ontario ha completato il 1° gennaio 2026 una transizione triennale verso il sistema di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per i materiali da imballaggio e i prodotti cartacei. Todd McCarthy, Ministro dell'Ambiente dell'Ontario, ha dichiarato che questo nuovo assetto mira a rendere il riciclaggio più semplice e uniforme per i cittadini, garantendo al contempo ai comuni un risparmio complessivo superiore ai 200 milioni di dollari. Sotto il regime EPR, le aziende che immettono imballaggi sul mercato sono ora responsabili della loro raccolta e del trattamento a fine vita, incentivando scelte di design più sostenibili.

Negli Stati Uniti, la California ha segnato un punto di svolta con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2026, della legge del Senato SB 1053. Questo provvedimento introduce un divieto rigoroso sulla maggior parte dei sacchetti di plastica per la spesa, includendo anche le versioni più spesse precedentemente considerate riutilizzabili. Secondo la nuova normativa, i negozi al dettaglio sono obbligati a offrire esclusivamente sacchetti di carta riciclata o alternative riutilizzabili non plastiche. Il corpo legislativo dello Stato, promuovendo la SB 1053, dimostra la volontà di limitare drasticamente la plastica monouso a livello di consumo, pur prevedendo un costo minimo di 10 centesimi per ogni sacchetto di carta fornito.

Parallelamente alle azioni locali, la comunità internazionale prosegue i propri sforzi diplomatici per definire uno strumento globale giuridicamente vincolante contro l'inquinamento da plastica. Tuttavia, la quinta sessione del Comitato Intergovernativo di Negoziazione (INC-5), sotto l'egida del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP), ha dovuto affrontare profonde divergenze che hanno impedito il raggiungimento di un consenso sul testo del trattato entro i tempi previsti. Di conseguenza, una terza parte della sessione, denominata INC-5.3, è stata programmata per il 7 febbraio 2026 presso il Centro Internazionale di Conferenze di Ginevra (CICG) in Svizzera. Questo incontro avrà un carattere prettamente organizzativo e amministrativo, focalizzandosi sull'elezione della leadership senza riprendere i negoziati sostanziali.

Oltre agli ostacoli normativi, permangono barriere culturali che frenano il cambiamento sistemico, come si osserva chiaramente in Giappone. La pratica tradizionale del confezionamento individuale, radicata nel concetto di ospitalità omotenashi e nella massima attenzione all'igiene, continua a prevalere nonostante i tentativi passati, come l'introduzione del pagamento per i sacchetti di plastica nel 2021. Le statistiche globali riflettono una crisi strutturale: il tasso di riciclo della plastica rimane fermo a circa il 9%, mentre gli imballaggi rappresentano il 35% del consumo totale. Ogni giorno, l'equivalente di circa 2000 camion di rifiuti plastici finisce nei corsi d'acqua. Giganti del settore come Exxon Mobil Corporation, BASF SE e Saudi Basic Industries Corporation (SABIC) mantengono un ruolo centrale nella produzione mondiale, in un mercato che si prevede raggiungerà un valore di 733,58 miliardi di dollari entro la fine del 2026. Questo scenario delinea un paradosso evidente: l'inasprimento delle leggi coesiste con volumi di produzione senza precedenti, richiedendo interventi ancora più drastici sulla limitazione della plastica vergine.

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Fonti

  • The Cool Down

  • UKHI

  • Omni Calculator

  • UN Environment Programme

  • SFGATE

  • YouTube

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