Unione Europea finalizza il Ventesimo Pacchetto di Sanzioni contro la Russia in Vista di Febbraio 2026
Modificato da: Svetlana Velgush
L'Unione Europea sta definendo il suo ventesimo pacchetto di misure restrittive nei confronti della Federazione Russa, con l'obiettivo di un'adozione fissata per il 24 febbraio 2026, data che segna il quarto anniversario dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina. A metà gennaio 2026, la Commissione Europea è attesa presentare le proposte formali, sebbene i negoziati tra gli Stati membri siano attualmente focalizzati sulla finalizzazione degli accordi per il sostegno finanziario all'Ucraina per il biennio 2026-2027.
Il nuovo ciclo di sanzioni intende intensificare la pressione economica e, in modo cruciale, colmare le lacune emerse nel regime sanzionatorio esistente, un adattamento continuo necessario per contrastare le strategie di elusione adottate da Mosca. Le proposte chiave delineano un approccio mirato su settori strategici e individui specifici. È prevista l'inclusione di sanzioni personali, come il congelamento dei beni e divieti di viaggio, contro coloro ritenuti responsabili del rapimento e della rieducazione ideologica dei minori ucraini, un tema di crescente sensibilità politica.
Sul fronte energetico, si valuta l'introduzione di un divieto di importazione per l'uranio russo, colpendo direttamente Rosatom, entità chiave nel settore nucleare. Inoltre, la Svezia ha avanzato una proposta specifica per imporre un blocco totale sui servizi marittimi diretti alle navi che trasportano risorse energetiche a base di carbonio dai porti russi, rafforzando le misure contro la flotta ombra, già interessata dall'inserimento di 117 nuove unità nel XIX pacchetto adottato il 23 ottobre 2025. La cooperazione tra Stati membri si evidenzia anche nell'impegno di Finlandia e Svezia per misure commerciali più stringenti su fertilizzanti russi e la rimozione della soglia di valore per i beni di lusso destinati alla Russia.
Le restrizioni finanziarie rimangono un pilastro della strategia comunitaria. A seguito del XIX pacchetto, gli operatori UE stabiliti all'estero non potranno più collegarsi ai sistemi della Banca Centrale Russa a partire dal 25 gennaio 2026. Il Consiglio dell'Unione Europea ha già stabilito l'estensione delle sanzioni economiche esistenti almeno fino al 31 luglio 2026, confermando la continuità della pressione. Questo sforzo punitivo si affianca al negoziato per un massiccio sostegno finanziario a Kiev, con accordi recenti che prevedono un prestito garantito di 90 miliardi di euro dal bilancio UE per il 2026-2027, escludendo l'uso diretto degli asset russi congelati per veti politici interni.
L'adozione dei precedenti cicli sanzionatori, come il XIX, è avvenuta generalmente entro un mese dalla presentazione delle proposte, suggerendo che l'ambizioso cronoprogramma per il ventesimo pacchetto, con adozione entro fine febbraio 2026, è coerente con i ritmi decisionali precedenti. Nonostante il rallentamento economico, il PIL russo ha mostrato una resilienza superiore alle aspettative, grazie alla riallocazione delle esportazioni verso mercati asiatici come Cina e India. La determinazione dell'UE, come espresso in precedenza dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, è di continuare a negare risorse a Mosca finché non cesserà l'aggressione.
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Fonti
Ukraine-Nachrichten
EUalive
Ukrainska Pravda
JD Supra
Brussels Morning Newspaper
Euractiv
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