La CSA ha confermato che l'equipaggio di Artemis II ha iniziato la quarantena di 14 giorni in vista del lancio.
Equipaggio Artemis II in Quarantena in Vista del Volo di Prova Lunare di Febbraio 2026
Modificato da: Tetiana Martynovska 17
L'equipaggio della missione Artemis II della NASA ha formalmente avviato il programma di stabilizzazione sanitaria, noto come quarantena, venerdì 23 gennaio 2026 a Houston. Questa misura preventiva è considerata essenziale per scongiurare qualsiasi patologia che potrebbe costringere a posticipare il lancio, il cui obiettivo è un sorvolo lunare non prima del 6 febbraio 2026. La capsula Orion, denominata "Integrity" dall'equipaggio, e il razzo Space Launch System (SLS) sono già stati dispiegati il 17 gennaio 2026, dopo un trasferimento di dodici ore, e sono ora posizionati presso il Complesso di Lancio 39B al Kennedy Space Center, in Florida.
Gli astronauti di Artemis II sono entrati in quarantena alla fine della settimana scorsa per non contrarre alcuna malattia che potrebbe ritardare la loro missione.
Questa missione rappresenta il primo volo con equipaggio verso la Luna dal completamento dell'era Apollo con Apollo 17 nel 1972. Essa costituisce un passo cruciale per convalidare le capacità di volo nello spazio profondo in preparazione per la missione Artemis III. L'equipaggio è composto da quattro membri: gli astronauti della NASA Reid Wiseman (comandante), Victor Glover (pilota) e Christina Koch (specialista di missione), insieme all'astronauta della CSA Jeremy Hansen (specialista di missione). La quarantena di due settimane consente contatti controllati con familiari e colleghi che aderiscono alle medesime direttive, comprese le norme sull'uso di mascherine e il distanziamento fisico, in linea con le prassi standard per le missioni spaziali.
I prossimi esseri umani che viaggeranno intorno alla Luna sono appena entrati in quarantena.
Nel caso in cui la finestra di lancio di febbraio dovesse essere posticipata, sono previste finestre di backup a metà febbraio, specificamente il 10 e 11 febbraio, con ulteriori opportunità programmate per marzo e aprile 2026, sebbene la NASA mantenga la sicurezza come priorità assoluta rispetto al calendario. Se il lancio avverrà come previsto, l'equipaggio si sposterà da Houston al Kennedy Space Center circa sei giorni prima del decollo per proseguire la fase finale della loro segregazione sanitaria in prossimità del sito di lancio.
Un ostacolo tecnico imminente è la "wet dress rehearsal" (WDR), una prova generale senza equipaggio a bordo, ma fondamentale per testare i sistemi di terra. Durante la WDR, il razzo SLS verrà completamente rifornito con oltre 700.000 galloni di propellenti criogenici e verrà simulato un conto alla rovescia completo. Charlie Blackwell-Thompson, direttore di lancio per il programma Exploration Ground Systems della NASA, supervisiona il team che sta implementando modifiche procedurali rispetto al volo inaugurale di Artemis I. Un conto alla rovescia simulato per la WDR è fissato per il 31 gennaio 2026, alle 21:00 ET, per esercitare la capacità del team di gestire le fasi finali del conto alla rovescia, inclusi i blocchi e le ripartenze, fino a 30 secondi prima del lancio, verificando le procedure di rifornimento e di rimozione sicura del propellente.
La missione Artemis II è pianificata come un volo di circa dieci giorni che circumnavigherà la Luna seguendo una traiettoria di ritorno libero, ponendo l'equipaggio potenzialmente più lontano dalla Terra di qualsiasi essere umano precedente. Questo volo testerà rigorosamente i sistemi di supporto vitale, navigazione e comunicazione della navicella Orion in ambiente di spazio profondo. La missione detiene un significato storico: Victor Glover sarà il primo uomo di colore a lasciare l'orbita terrestre bassa, Christina Koch la prima donna, e Jeremy Hansen il primo canadese a intraprendere un viaggio di tale portata. Il successo di Artemis II è la convalida necessaria per le missioni Artemis successive, in particolare Artemis III, che mira a riportare gli astronauti sulla superficie lunare entro la fine del decennio, consolidando la presenza umana oltre l'orbita terrestre bassa.
Fonti
Space.com
Universe Space Tech
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BBC Sky at Night Magazine
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