Pane a Lievitazione Naturale Riduce l'Impatto Glicemico Rispetto al Pane Bianco
Modificato da: Olga Samsonova
Il pane a lievitazione naturale, o sourdough, è riconosciuto come un'alternativa nutrizionalmente superiore al pane bianco convenzionale, in particolare per la gestione della glicemia post-prandiale. Una meta-analisi di studi clinici ha quantificato questo beneficio, evidenziando che il consumo di pane a lievitazione naturale induce picchi di glucosio nel sangue significativamente più contenuti sia a 60 che a 120 minuti dal pasto, in netto contrasto con il pane fermentato industrialmente o con soluzioni zuccherine standard.
Il meccanismo biochimico alla base di questo effetto è attribuito al prolungato processo di fermentazione naturale, che utilizza una coltura viva di lieviti selvatici e batteri lattici, nota come pasta madre. Durante questa lenta trasformazione, vengono prodotti acidi organici, specificamente acido lattico e acido acetico. Questi composti rallentano la digestione e l'assorbimento dei carboidrati, traducendosi in un rilascio più graduale del glucosio nel flusso sanguigno ed evitando le brusche impennate tipiche dei prodotti a base di lievito di birra commerciale.
In termini di valori numerici, il pane a lievitazione naturale mostra generalmente un Indice Glicemico (IG) che si attesta tra 53 e 54. Questo dato contrasta con l'IG del pane bianco, che può raggiungere valori fino a 71. Questa differenza nell'IG è cruciale per mantenere un livello energetico costante durante la giornata, un aspetto rilevante per chi gestisce la risposta insulinica. Inoltre, la fermentazione naturale migliora la biodisponibilità di minerali essenziali come ferro, calcio, magnesio e zinco, poiché scompone i fitati presenti nella farina che ne ostacolerebbero l'assorbimento.
Gli specialisti nutrizionali sottolineano l'importanza di privilegiare le varianti integrali del pane a lievitazione naturale. L'inclusione di farina integrale, che conserva crusca e germe, apporta un maggiore quantitativo di fibra alimentare. Questa fibra opera sinergicamente con gli acidi della fermentazione per modulare ulteriormente la velocità di assorbimento degli zuccheri. Sebbene il pane integrale standard abbia un IG intorno a 55-60, la combinazione con la lievitazione naturale potenzia l'effetto benefico, contribuendo anche a una maggiore sazietà.
La pratica della panificazione con pasta madre risale agli Egizi circa 3500 anni fa, sviluppando varianti locali in tutto il mondo, come il San Francisco sourdough o i pani di Altamura. La sua riscoperta moderna è legata non solo ai benefici metabolici, ma anche a una maggiore digeribilità, derivante dalla scomposizione parziale del glutine e dei FODMAP da parte dei batteri lattici. Per massimizzare i benefici sulla glicemia, è essenziale che il prodotto etichettato come integrale contenga una percentuale elevata di farina integrale, poiché miscele industriali con farine raffinate possono mitigare l'effetto protettivo delle fibre. La fermentazione lattica, guidata dai Batteri Lattici (LAB), conferisce al prodotto finale un profilo metabolico più favorevole rispetto ai pani prodotti rapidamente con lievito di birra.
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Fonti
CNNindonesia
Verywell Health
Asia World View
Good In Bread
GoodRx
The Independent
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