Metodo Visivo Giapponese Mira a Ridurre lo Spreco Alimentare Domestico
Modificato da: Olga Samsonova
Una metodologia visiva di origine giapponese sta emergendo come strumento efficace per contenere lo spreco di cibo a livello domestico, concentrandosi sull'aumento della consapevolezza riguardo agli alimenti prossimi alla scadenza. Questa tecnica è concepita per contrastare la comune problematica degli articoli dimenticati all'interno del frigorifero, rendendo la merce deperibile immediatamente percepibile. Ricerche condotte a Tokyo hanno evidenziato il potenziale di questa strategia, con riduzioni dello spreco alimentare che hanno raggiunto il 20% nelle comunità pilota che l'hanno adottata.
L'implementazione pratica del sistema richiede la designazione di uno spazio specifico all'interno del vano refrigerato, chiaramente delimitato da nastro adesivo dai colori vivaci, destinato esclusivamente ai prodotti che necessitano di essere consumati con urgenza. L'utilizzo di contenitori trasparenti, privi di coperchio, e il loro posizionamento in aree ben visibili del frigorifero sono passaggi cruciali per assicurare che questi articoli non vengano trascurati. Questa strategia organizzativa si allinea con il concetto culturale giapponese di mottainai, che incoraggia una riflessione sul valore delle risorse sprecate, talvolta integrata dall'uso di etichette simboliche di scuse per il cibo destinato allo scarto.
La filosofia del mottainai affonda le radici nel Buddhismo medievale giapponese e implica un rammarico profondo per lo spreco, non solo per la mancata valorizzazione di un bene materiale, ma anche per il potenziale inutilizzato di tempo e risorse. Secondo alcune interpretazioni, il termine esprime il rimpianto per la perdita dell'essenza intrinseca delle cose. Questo concetto è stato reso celebre a livello internazionale dall'attivista keniota Wangari Maathai, Premio Nobel per la Pace, come slogan per le Quattro R: ridurre, riutilizzare, riciclare e riparare.
La necessità di tali pratiche è contestualizzata dalle statistiche nazionali. Sebbene il Giappone registri 362 grammi di cibo sprecato a settimana per persona, una cifra inferiore rispetto ai 1.144,1 grammi del Canada, il governo ha comunque implementato misure legislative. La Legge sulla Promozione della Riduzione delle Perdite e dei Rifiuti Alimentari, emanata nel 2019, stabilisce ruoli precisi per governo, enti locali, imprese e consumatori per arginare il problema. I dati relativi al periodo 2016-2017 mostravano che le famiglie giapponesi gettavano via 2,91 milioni di tonnellate di cibo, una cifra che le nuove metodologie mirano a ridurre.
L'approccio visivo al frigorifero si affianca a iniziative che affrontano sfide sistemiche, come il rigido sistema di distribuzione che scarta prodotti agricoli per standard estetici. Per ovviare a ciò, sono nate iniziative come i mujin hanbaijo, banchi vendita non presidiati basati sulla fiducia, che distribuiscono prodotti freschi locali a basso costo, bypassando gli sprechi della filiera lunga. Inoltre, una ricerca condotta dai ricercatori Okayama e Watanabe su 500 residenti di Tokyo ha rivelato che lo spreco domestico deriva spesso da acquisti arbitrari e da una errata interpretazione delle date di scadenza. L'efficacia di queste pratiche organizzative domestiche è stata confermata da analisi di follow-up, dove l'uso di adesivi con messaggi di scuse ha funzionato da promemoria psicologico, rafforzando l'intenzione di non sprecare.
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Fonti
ElNacional.cat
ElNacional.cat
vertex.ai
Israel Hayom
NewsBytes
Japan Ministry of Agriculture, Forestry and Fisheries
La Vanguardia
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