Tempeste di Sabbia in Asia Centrale: L'Imperativo della Cooperazione Transfrontaliera per la Mitigazione

Modificato da: Tetiana Martynovska 17

I dati più recenti sulla modellizzazione atmosferica, presentati alla sedicesima Conferenza delle Parti (COP16) della Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD), hanno evidenziato la natura intrinsecamente transfrontaliera delle Tempeste di Sabbia e Polvere (TSP) che colpiscono l'Asia Centrale. Questo fenomeno meteorologico, in aumento e di rilevanza globale, ignora i confini politici, rendendo indispensabile un approccio di gestione coordinato. Rola Dashti, segretario esecutivo della Commissione economica e sociale delle Nazioni Unite per l'Asia occidentale, ha sottolineato come le TSP rappresentino minacce che richiedono soluzioni altrettanto transfrontaliere, con impatti significativi su salute, economia e clima su vasta scala.

Le perdite economiche derivanti da questi eventi sono stimate in miliardi di dollari, con un impatto sproporzionato sulle comunità più vulnerabili. La ricerca scientifica, in particolare quella che utilizza il sistema di modellazione integrato RAMS/ICLAMS, un'estensione del RAMS (Regional Atmospheric Modeling System), indica una strategia di attenuazione cruciale. I risultati suggeriscono che la restaurazione della vegetazione nelle aree primarie di origine della polvere potrebbe ridurre le concentrazioni di particolato atmosferico fino all'80% durante specifici mesi, confermando l'efficacia delle strategie basate sulla gestione sostenibile del territorio contro l'intensificazione del fenomeno, aggravato da siccità e cambiamenti climatici.

L'aridificazione di bacini idrici, come quello dell'Aral, ha incrementato gli scarichi di polvere, influenzando direttamente il clima regionale, inclusa l'intensificazione del freddo invernale a causa dell'aumento della pressione atmosferica al suolo. Un fattore critico è la dipendenza di alcune nazioni dalle emissioni esterne: è stato calcolato che fino al 70% del pulviscolo atmosferico che sovrasta l'Uzbekistan proviene da fuori i suoi confini nazionali. Questo dato evidenzia i limiti delle iniziative puramente nazionali, come il programma di riduzione delle polveri dell'Uzbekistan per il periodo 2024-2028, che richiede un forte coordinamento regionale per massimizzare la sua efficacia in linea con la Strategia "Uzbekistan-2030" della Banca Asiatica di Sviluppo (ADB).

L'implementazione di sistemi congiunti di allerta precoce è un passo fondamentale per la resilienza regionale. La cooperazione deve estendersi alla gestione delle risorse idriche, un altro punto critico per l'Asia Centrale, come emerso dalle discussioni tra l'Unione Europea e la regione nel 2019. L'aumento delle temperature medie e lo stress idrico minacciano la stabilità, potendo generare tensioni lungo i confini, specialmente in aree sensibili come la Valle del Fergana. In Tagikistan, l'aumento degli episodi di tempeste di polvere negli ultimi trent'anni è stato superiore a dieci volte, con un impatto sanitario grave che ha causato la morte prematura di 78 persone ogni 100.000 abitanti, un dato superato solo dall'Uzbekistan nella regione. L'azione concertata, che includa strategie di riforestazione come la "Strategia dello sviluppo del settore boschivo per il 2016-2030" del governo di Dušanbe, è ormai un imperativo strategico per la sicurezza ambientale e umana dell'intera macro-regione.

13 Visualizzazioni

Fonti

  • UzDaily.uz

  • The Independent

  • Food and Agriculture Organization of the United Nations

  • Food and Agriculture Organization of the United Nations

  • ICARDA

  • PreventionWeb

  • Engineering News

  • POLITICS | Politicsweb

  • sabcnews.com

  • Polity.org.za

Hai trovato un errore o un'inaccuratezza?

Esamineremo il tuo commento il prima possibile.