Donne Locali Guidano il Monitoraggio del Leopardo delle Nevi nella Riserva del Deserto Freddo Indiana

Modificato da: Olga Samsonova

Nelle remote e aspre alture della Valle di Spiti, in India, un modello di conservazione guidato dalla comunità sta emergendo, con le donne locali che assumono un ruolo di primo piano nella salvaguardia del leopardo delle nevi, il fugace "fantasma delle montagne". Questo felino è un elemento cardine per l'equilibrio dell'ecosistema himalayano, sebbene storicamente sia stato percepito come una minaccia per il bestiame dei residenti. L'iniziativa di tutela si svolge all'interno della Riserva della Biosfera del Deserto Freddo, designata nel 2009 e recentemente inclusa nella Rete Mondiale di Riserve della Biosfera dell'UNESCO, portando il totale indiano a 13 siti riconosciuti globalmente.

Un gruppo di quasi dodici donne, collettivamente noto come "Shenmo", collabora attivamente con il Dipartimento Forestale dell'Himachal Pradesh per il monitoraggio e il tracciamento di questi predatori apicali. Le membri addestrate si occupano dell'installazione e della manutenzione di trappole fotografiche essenziali per le indagini sulla popolazione del leopardo delle nevi, classificato come Vulnerabile dalla Lista Rossa IUCN. Il loro lavoro si inserisce nel più ampio quadro di monitoraggio della biodiversità della riserva, che si estende su 7.770 chilometri quadrati e comprende aree protette come il Parco Nazionale di Pin Valley e il Santuario della Fauna Selvatica di Kibber.

L'attività sul campo è intrinsecamente ardua, richiedendo spesso escursioni impegnative a quote superiori ai 14.000 piedi, specialmente durante i rigidi mesi invernali, per ispezionare i siti delle fototrappole. Oltre alla fatica fisica, le donne stanno acquisendo competenze tecniche specialistiche, imparando ad analizzare le immagini raccolte tramite software dedicati, una transizione che le vede evolvere da semplici membri della comunità a professioniste della conservazione. Questa trasformazione del ruolo è fondamentale per la gestione sostenibile della riserva, che ospita circa 12.000 abitanti dediti all'agro-pastoralismo e alla pastorizia di yak e capre.

Sebbene l'impegno iniziale fosse legato alla ricezione di un compenso stagionale, le donne del gruppo Shenmo hanno sviluppato una profonda dedizione alla protezione di una specie che un tempo poteva generare timore e conflitto. Questo cambiamento di prospettiva è cruciale, poiché la perdita di habitat e il conflitto uomo-fauna, spesso derivante dalla predazione del bestiame, rappresentano minacce significative per la sopravvivenza del leopardo delle nevi. L'integrazione delle donne in questi programmi di monitoraggio è in linea con le analisi che suggeriscono una maggiore efficacia dei progetti di conservazione quando vi è una più ampia partecipazione femminile.

La Riserva del Deserto Freddo, situata nella regione trans-himalayana, è caratterizzata da altitudini che variano tra i 3.300 e i 6.600 metri, rendendola uno degli ecosistemi più aridi e freddi inclusi nella rete UNESCO. La sua struttura è tripartita: un'area centrale strettamente protetta di 2.665 km², una zona cuscinetto di 3.977 km² per attività limitate e una zona di transizione di 1.128 km² dove si promuovono pratiche economiche sostenibili. La designazione UNESCO sottolinea l'importanza di bilanciare la salvaguardia di specie iconiche come il leopardo delle nevi, l'ariete blu e il lupo himalayano, con il sostegno alle comunità locali che mantengono vive tradizioni secolari.

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Fonti

  • BBC

  • BBC News India

  • Yahoo News Canada

  • The Logical Indian

  • Mongabay-India

  • Jokta Academy

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