L'Effetto Clever Hans: La Rivelazione dei Segnali Inconsci nella Ricerca Cognitiva
Modificato da: Olga Samsonova
All'inizio del XX secolo, un equino noto come Hans il Bravo, o in tedesco der kluge Hans, di proprietà del professore Wilhelm von Osten a Berlino, catturò l'attenzione della comunità scientifica e del pubblico. Questo cavallo, un maschio arabo acquistato da Von Osten, sembrava esibire capacità intellettuali eccezionali, rispondendo a quesiti di aritmetica, identificando pittori e interpretando il tedesco attraverso colpi di zoccolo sulla lavagna. Le dimostrazioni, che si svolsero in Germania e all'estero, riaccesero il dibattito sull'intelligenza animale, un tema reso attuale dalle teorie di Charles Darwin.
La notorietà delle performance di Hans, che includevano la risoluzione di problemi matematici complessi come radici quadrate e frazioni, spinse il Ministero della Pubblica Istruzione tedesco a istituire una commissione d'indagine nel 1904. La commissione, supervisionata dallo psicologo Carl Stumpf e composta da tredici membri, tra cui un veterinario e un gestore di circo, esaminò le presunte doti del cavallo. Nonostante i primi accertamenti non avessero rivelato trucchi evidenti, il mistero persisteva, anche se un altro animale, la giumenta "kluge Rosa", mostrava segnali più chiari di manipolazione da parte del suo addestratore.
Lo psicologo Oskar Pfungst, assistente di Stumpf, fu determinante nel progettare una serie di esperimenti rigorosi per isolare le variabili esterne, un passo cruciale per la metodologia scientifica. Pfungst osservò che Hans falliva sistematicamente nel fornire la risposta corretta quando l'interrogatore non conosceva la soluzione al problema posto. L'animale non riusciva inoltre a rispondere correttamente quando era impossibilitato a osservare le reazioni sottili del pubblico e del suo addestratore.
Pfungst documentò che Hans era estremamente sensibile a segnali corporei minimi e inconsci, come cambiamenti nella postura, nel respiro o nella tensione facciale, che si manifestavano non appena lo zoccolo batteva il numero esatto di volte corrispondente alla soluzione. La conclusione di Pfungst, formalizzata nel suo testo del 1907, fu che Hans non eseguiva calcoli, ma eccelleva nella lettura del linguaggio corporeo umano, venendo ricompensato con zollette di zucchero per le risposte percepite come corrette.
Questo fenomeno fu denominato "Effetto Clever Hans", un concetto che sottolinea l'imperativo di una progettazione sperimentale meticolosa, in particolare l'adozione di metodi a doppio cieco, per prevenire che le aspettative inconsce del ricercatore influenzino il soggetto studiato. L'eredità di questo caso è significativa per la ricerca comparativa sulla cognizione animale, dove oggi vengono impiegate tecniche avanzate per sondare le rappresentazioni cerebrali. Indipendentemente dal destino finale di Hans dopo la scomparsa di Von Osten nel 1909, l'episodio stabilì un monito duraturo sulla necessità di una rigorosa metodologia scientifica per distinguere le reali capacità cognitive da quelle indotte da segnali involontari, un principio applicato oggi in svariati campi di ricerca.
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Fonti
Stiri pe surse
vertexaisearch.cloud.google.com
Grokipedia
Britannica
Lessons from History
Wild Equus - Horses - WordPress.com
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