Israele demolisce il complesso dell'UNRWA a Gerusalemme Est: tensione alle stelle con le Nazioni Unite

Modificato da: Tatyana Hurynovich

Nelle prime ore del mattino del 20 gennaio 2026, le autorità israeliane hanno proceduto alla demolizione delle strutture situate all'interno del complesso dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA) nel quartiere di Sheikh Jarrah, situato a Gerusalemme Est. Questa operazione rappresenta la diretta conseguenza delle misure legislative approvate dalla Knesset nell'ottobre 2024, che hanno formalmente bandito le attività dell'UNRWA in Israele e interrotto ogni legame ufficiale tra l'agenzia e le istituzioni dello Stato ebraico.

L'intervento delle forze israeliane, che hanno impiegato bulldozer e macchinari pesanti, è stato duramente stigmatizzato dai vertici delle Nazioni Unite come una palese violazione del diritto internazionale. Farhan Haq, vice portavoce dell'ONU, ha espresso la ferma condanna del Segretario Generale António Guterres, il quale ha sottolineato come tali azioni di escalation contravvengano agli obblighi di Israele ai sensi della Carta delle Nazioni Unite e della Convenzione sui privilegi e le immunità dell'Organizzazione. Philippe Lazzarini, Commissario Generale dell'UNRWA, ha descritto la demolizione come un vero e proprio "attacco" e un "nuovo livello di aperto e deliberato disprezzo per le norme internazionali", inserendo l'episodio in una più ampia campagna volta a screditare l'agenzia.

Sul fronte opposto, il Ministero degli Affari Esteri israeliano ha replicato sostenendo che il complesso avesse ormai perso la propria immunità diplomatica, poiché, secondo la versione governativa, l'UNRWA vi aveva cessato le attività e il personale ONU aveva già abbandonato il sito. Le autorità di Israele insistono sul fatto che l'acquisizione dell'area sia conforme sia alla legislazione nazionale che al diritto internazionale, citando le accuse riguardanti presunti legami tra alcuni dipendenti dell'agenzia e l'organizzazione Hamas. Il Ministro Itamar Ben-Gvir, presente sul luogo delle operazioni, ha definito la giornata "storica" per la sovranità di Gerusalemme, dichiarando apertamente l'intenzione di espellere quelli che ha definito "complici del terrore".

Le radici di questo incidente risalgono alle iniziative legislative della fine del 2024, quando la Knesset approvò le leggi che vietavano l'operato dell'UNRWA, sollevando forti preoccupazioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito in merito alla distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza. A fine dicembre 2025, era stato inoltre approvato un emendamento che imponeva il distacco dell'energia elettrica presso le strutture dell'agenzia. In precedenza, l'8 gennaio 2026, il Segretario Generale dell'ONU aveva inviato una lettera formale al Primo Ministro israeliano, avvertendo della possibilità di ricorrere alla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) qualora non fossero state revocate le leggi restrittive.

La demolizione del quartier generale, che per decenni ha rappresentato un centro logistico e operativo fondamentale per l'UNRWA a Gerusalemme, in Giudea e in Samaria, segna il culmine di un periodo di estrema tensione. L'agenzia, istituita l'8 dicembre 1949, costituisce uno dei programmi più vasti delle Nazioni Unite, fornendo servizi essenziali ai profughi palestinesi a Gaza, in Cisgiordania, a Gerusalemme, in Siria e in Libano. Anche il Governatorato di Gerusalemme ha condannato il raid, interpretandolo come un attacco all'immunità internazionale dell'agenzia. Come evidenziato da Philippe Lazzarini, questo evento crea un pericoloso precedente per il lavoro delle organizzazioni umanitarie nelle zone di conflitto, minando profondamente il mandato stesso dell'UNRWA.

L'azione condotta a Sheikh Jarrah non solo modifica l'assetto fisico del quartiere, ma invia un segnale inequivocabile sulla determinazione del governo israeliano nel ridefinire la presenza internazionale nella regione. La comunità internazionale osserva con apprensione gli sviluppi, temendo che la rimozione di un pilastro logistico così radicato possa compromettere definitivamente la catena di approvvigionamento degli aiuti in un momento di estrema fragilità umanitaria. La disputa legale e politica attorno allo status dell'UNRWA sembra dunque destinata a spostarsi nelle aule dei tribunali internazionali, mentre sul campo la demolizione delle strutture segna la fine di un'era per la cooperazione tra Israele e l'agenzia ONU.

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Fonti

  • press.un.org

  • The Washington Post

  • WAFA - Palestine News & Information Agency

  • Jagonews24.com

  • Middle East Monitor

  • The Times of Israel

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