Rivedere il Piano di Pace di Trump sull'Ucraina: Consultazioni a Ginevra nel Clima di Tensione Geopolitica

Modificato da: Tatyana Hurynovich

Lunedì 24 novembre 2025, Ginevra, in Svizzera, è diventata il fulcro di una fase intensa di sforzi diplomatici volti a rivedere la proposta di pace originariamente avanzata dall'amministrazione di Donald Trump in merito al conflitto in Ucraina. Il cuore di questi colloqui odierni è la rifinitura della struttura iniziale del documento, la quale aveva incontrato una notevole resistenza sia a livello internazionale che interno. Il Segretario di Stato Marco Rubio sta guidando i negoziati con i funzionari ucraini, cercando attivamente di integrare il feedback raccolto dopo la presentazione della bozza originale.

Il progetto iniziale, composto da 28 punti, era emerso, secondo quanto riportato, da discussioni avvenute tra lo Special Envoy Steve Witkoff e rappresentanti russi, tra cui Kirill Dmitriev, capo del Russian Direct Investment Fund (RDIF). Le clausole fondamentali di questa prima versione prevedevano la cessione di territori nel Donbass e in Crimea da parte dell'Ucraina, oltre alla rinuncia definitiva alla prospettiva di adesione alla NATO. Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva precedentemente messo in guardia sul fatto che accettare tali condizioni sarebbe stato equivalente a una resa, o avrebbe comportato il rischio di perdere il sostegno degli Stati Uniti. Gli alleati europei, dal canto loro, avevano insistito sul fatto che il piano necessitava di "ulteriori ritocchi", sottolineando l'inammissibilità di alterare i confini con la forza.

Il Segretario di Stato Rubio, insediatosi il 21 gennaio 2025, ha descritto il documento in evoluzione come una "solida base per proseguire i negoziati", costruita sul contributo di entrambe le parti, e ha riferito di aver raggiunto un "tremendous amount of progress" (un enorme progresso) entro il 23 novembre. Una dichiarazione congiunta tra Stati Uniti e Ucraina, rilasciata il 23 novembre, ha ribadito che qualsiasi accordo finale "deve rispettare pienamente la sovranità dell'Ucraina e garantire una pace duratura ed equa". Figure cruciali sono coinvolte nel processo negoziale, tra cui il Presidente Donald Trump, il Segretario di Stato Marco Rubio, lo Special Envoy Steve Witkoff, oltre al Segretario alla Difesa Pete Hegseth (in carica dal 25 gennaio 2025) e al Vicepresidente J.D. Vance (in carica dal 20 gennaio 2025).

Le manovre diplomatiche a Ginevra, dove erano presenti anche delegazioni di nazioni europee come Germania, Francia e Regno Unito, sono state una risposta a una pressione considerevole. Il piano iniziale, definito da alcuni senatori statunitensi come una "lista dei desideri" di Mosca, aveva suscitato critiche sia a livello nazionale che internazionale. I partner europei hanno cercato di ammorbidire i punti che imponevano concessioni significative a Kiev, promuovendo proposte alternative, come quelle contenute nel piano UE in 24 punti, che non riconosce la Crimea e Donetsk come parte della Federazione Russa. A seguito dei colloqui di Ginevra, il piano di pace di Trump è stato ridotto da 28 a 19 punti, sebbene le divergenze fondamentali sulla questione territoriale e sul futuro ingresso dell'Ucraina nella NATO rimangano irrisolte.

Il Presidente Trump aveva fissato, secondo quanto trapelato, una scadenza iniziale per l'approvazione del piano entro il Giorno del Ringraziamento, il 27 novembre, ma tale termine sembra ora essere più flessibile. La parte russa, tramite il portavoce Dmitry Peskov, ha dichiarato il 24 novembre di non aver ancora ricevuto ufficialmente aggiornamenti sui risultati degli incontri ginevrini. Il Segretario di Stato Rubio ha lasciato la Svizzera per fare ritorno a Washington dopo aver riferito di un "buon progresso" nell'esame dei punti del piano. Le questioni ancora aperte potrebbero essere portate all'attenzione di un incontro personale tra il Presidente Zelensky e il Presidente Trump a Washington, come possibile prossima tappa cruciale.

Fonti

  • il Giornale.it

  • AP News

  • Chatham House

  • The Washington Post

  • The White House

  • CBS News

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