L'Italia riforma il mercato dell'energia: prezzi all'ingrosso più bassi per imprese e famiglie

Modificato da: Tatyana Hurynovich

L'Italia sta portando avanti una decisa opposizione contro l'elevato costo dell'energia derivante dalle attuali politiche climatiche dell'Unione Europea. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dato il via a una riforma strutturale con l'obiettivo primario di proteggere il tessuto industriale e i bilanci delle famiglie dall'impatto della carbon tax, un fattore che ha contribuito in modo determinante all'impennata dei prezzi dell'elettricità negli ultimi anni.

Il meccanismo attualmente in vigore prevede che le centrali elettriche alimentate a gas debbano sostenere i costi per le emissioni di CO2 attraverso il sistema ETS dell'UE, trasferendo poi tali oneri direttamente sui consumatori finali. Questa dinamica ha portato l'Italia a registrare prezzi tra i più alti in Europa, con una quotazione di 112,88 €/MWh rilevata lo scorso 18 febbraio. La nuova riforma mira a compensare questi costi per le centrali a gas, che rappresentano il 42% del mix energetico nazionale, con l'intento di abbattere i prezzi all'ingrosso per tutti i settori, dalle grandi industrie ai piccoli nuclei domestici, a partire dal 2027.

Per fornire un sostegno concreto e immediato alla cittadinanza e alle imprese, il governo ha predisposto un articolato piano di aiuti diretti:

  • Un bonus una tantum di 90 euro destinato specificamente alle famiglie che si trovano in condizioni di vulnerabilità.
  • Un pacchetto complessivo di aiuti da 3 miliardi di euro derivante dai proventi delle aste ETS, di cui 1,6 miliardi destinati alle famiglie e 1,4 miliardi al mondo del business.
  • Garanzie finanziarie per un valore di 250 milioni di euro finalizzate a promuovere la stipula di contratti a lungo termine per l'energia a prezzi calmierati.

La reazione del mercato a queste proposte governative è stata immediata e significativa. Già nel mese di febbraio, i prezzi dell'energia per le forniture dell'anno a venire hanno subito una contrazione del 15%. Questo segnale indica una fiducia cauta ma tangibile verso le nuove politiche, che mirano a stabilizzare un mercato caratterizzato da una forte volatilità e a offrire una prospettiva di maggiore sicurezza economica per i consumatori italiani.

Poiché il gas naturale rimane la spina dorsale del sistema energetico nazionale, settori energivori come quello siderurgico, rappresentato da Federacciai, hanno sofferto pesantemente a causa dei rincari. In questo contesto, il 12 febbraio, la Premier Meloni ha incontrato il Cancelliere Merz per discutere la necessità di una revisione del meccanismo di determinazione dei prezzi marginali dell'UE, una vulnerabilità emersa chiaramente durante la crisi energetica del 2022. Sebbene grandi player come Enel, Edison ed ERG potrebbero vedere ridotti i propri extraprofitti, l'intera industria nazionale ne trarrebbe un beneficio vitale per la propria competitività.

Nonostante le prospettive positive, rimangono alcuni rischi legati alla possibile opposizione della Commissione Europea, che potrebbe configurare queste misure come aiuti di Stato. Tuttavia, i precedenti suggeriscono che schemi simili siano già stati approvati in passato per altri Stati membri. L'Italia punta a bilanciare la transizione ecologica con la necessità di mantenere la competitività industriale, cercando di allinearsi ai prezzi del TTF e ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas. Mentre i produttori di acciaio accolgono con favore la riforma, alcuni attori del settore energetico esprimono preoccupazione per una possibile destabilizzazione degli equilibri di mercato.

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Fonti

  • Bloomberg Business

  • Bloomberg

  • IBAFIN

  • Reuters

  • Carbon Pulse

  • Governo.it

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