Unione Europea Formalizza l'Esclusione di Huawei e ZTE dalle Infrastrutture Critiche dal 20 Gennaio 2026

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L'Unione Europea sta formalizzando una svolta decisiva nella sua postura di sicurezza digitale, convertendo le precedenti linee guida volontarie in restrizioni legalmente vincolanti. Tali misure impongono l'esclusione dei fornitori classificati come "ad alto rischio", in particolare Huawei e ZTE, dalle infrastrutture essenziali del blocco. Questa azione, che entrerà in vigore il 20 gennaio 2026, rappresenta un'evoluzione strategica volta a proteggere la sovranità tecnologica continentale in un contesto geopolitico in evoluzione.

La Commissione Europea, l'organo esecutivo dei 27 Stati membri, è attesa per presentare le disposizioni che aggiorneranno il Cybersecurity Act del 2019, rendendo vincolanti le raccomandazioni contenute nel “5G Toolbox” del 2020. L'ambito di applicazione di questo divieto si estende oltre le reti di telecomunicazione di quinta generazione (5G) per includere settori vitali come i sistemi di gestione dell'energia solare e gli scanner di sicurezza, dove la continuità operativa è considerata fondamentale per la stabilità economica e sociale. Le autorità nazionali riceveranno il potere di imporre restrizioni obbligatorie e di avviare processi di progressiva eliminazione (phase-out) delle apparecchiature già installate.

La tempistica per la rimozione dipenderà da una valutazione del livello di rischio specifico per ciascun settore, dai costi di implementazione e dalla disponibilità di fornitori alternativi sul mercato. Questa centralizzazione della politica di sicurezza mira a eliminare le vulnerabilità sistemiche derivanti dalla dipendenza da terze parti in un clima di crescenti frizioni internazionali. L'iniziativa si allinea a misure più severe già adottate da altre giurisdizioni, come gli Stati Uniti, che avevano bandito le nuove apparecchiature di Huawei e ZTE dalle loro reti nel 2022.

L'azione non è priva di attriti interni, poiché alcuni grandi mercati europei, tra cui la Spagna e la Germania, avevano manifestato resistenze iniziali, evidenziando una dipendenza preesistente dai fornitori cinesi. La Germania aveva stabilito che il *core* della rete 5G dovesse essere libero da componenti Huawei o ZTE entro la fine del 2026, con la sostituzione dei sistemi di gestione critici entro il 2029. La Cina ha espresso forte disapprovazione, definendo tali esclusioni come protezionismo che viola i principi di mercato e di concorrenza leale.

Dal punto di vista del mercato, l'esclusione dei fornitori cinesi, noti per offrire soluzioni tecnologicamente avanzate e competitive in termini di costi, pone un dilemma economico per gli operatori europei. Aziende europee come Ericsson e Nokia potrebbero beneficiare del cambiamento, sebbene l'hardware cinese detenesse ancora tra il 30% e il 35% della quota di mercato delle infrastrutture mobili europee nel 2025. Nel 2023, Huawei deteneva il 30% del marketshare globale, superando Nokia (15%) ed Ericsson (13%). La Vicepresidente Esecutiva Henna Virkkunen è stata una figura centrale nel promuovere la trasformazione delle raccomandazioni in obblighi legali.

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Fonti

  • Bild

  • The Sun Malaysia

  • Times of India

  • VARINDIA

  • Global Banking and Finance Review

  • CHOSUNBIZ

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