Un vasto necropoli romana a Olbia svela i segreti degli antichi riti funerari

Modificato da: Iryna Balihorodska

Il crematorio è stato trasformato in una tomba con un tetto e un canale per le libazioni. © Сильви Дюшен, INRAP

Durante le indagini archeologiche di routine, eseguite nell'ambito del progetto di riqualificazione della strada RD559 nel comune di Hyères, dipartimento del Varo, in Francia, è emersa una vasta necropoli di epoca romana. Le operazioni sono state condotte dall'Istituto Nazionale di Ricerca Archeologica Preventiva (INRAP) in collaborazione con il servizio archeologico del dipartimento del Varo. Questa scoperta fornisce un contributo fondamentale per comprendere le pratiche funerarie del periodo romano nel sud della Gallia.

Due recipienti per libazioni in Ольбии. © Тассадит Абделли, INRAP

L'area esaminata ha rivelato oltre 160 strutture di cremazione, distribuite su una superficie di circa 800 metri quadrati. È interessante notare come tutte le sepolture documentate prevedano esclusivamente la cremazione. Il corpo del defunto veniva posizionato su una piattaforma lignea sopra una fossa, dove avveniva la combustione. L'alta temperatura provocava la deformazione e la carbonizzazione delle ossa, oltre alla fusione di manufatti in bronzo e all'annerimento di vasi in ceramica e vetro. Queste evidenze permettono agli archeologi di ricostruire la sequenza precisa delle operazioni di cremazione e di osservare le tracce lasciate dai rituali messi in atto.

Un oggetto in bronzo parzialmente fuso nel fuoco. © Орели Лучиани, SDA Var / INRAP

Una caratteristica distintiva della necropoli di Olbia sono i canali per le libagioni, ricavati da anfore riutilizzate e posizionati sopra le tombe. Attraverso questi condotti, i parenti potevano versare vino, miele o unguenti rituali, compiendo un gesto simbolico per 'nutrire' i defunti durante le giornate commemorative come le Feralia o le Lemuria. Dopo la conclusione del rito di cremazione, parte dei resti del rogo veniva utilizzata come luogo di sepoltura finale; in altri casi, le ceneri venivano raccolte e riposte in piccoli contenitori o semplicemente accatastate.

Gli esperti di archeologia sottolineano che queste scoperte offrono solo uno spaccato parziale della struttura sociale della popolazione di quel tempo. Al momento, non è possibile stabilire con certezza quali classi sociali avessero accesso ai riti di cremazione o chi esattamente fosse sepolto in questo sito. In particolare, mancano ancora conferme riguardo alla presenza di sepolture di schiavi, lasciando aperte le questioni relative alla mescolanza o alla segregazione delle classi sociali come oggetto di ipotesi scientifiche.

La necropoli si trova in prossimità dell'antica colonia greca di Olbia, fondata dai Massalioti nel IV secolo a.C. e successivamente integrata nella colonia romana di Arles. Questa collocazione geografica suggerisce che l'area potesse costituire una sezione vitale del centro portuale e commerciale dell'epoca, mentre la regolarità dei rituali testimonia l'esistenza di tradizioni culturali ben consolidate.

Le analisi condotte dimostrano che le usanze funerarie antiche erano variegate e cariche di un profondo significato simbolico. Per esempio, i vasi in ceramica e le fiale per unguenti, ritrovati anneriti o parzialmente conservati, insieme al sistema dei canali per le libagioni, evidenziano la ricchezza delle pratiche rituali e il desiderio di onorare la memoria dei defunti.

La scoperta è stata presentata al pubblico in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio nel settembre del 2025, permettendo ai visitatori di osservare direttamente la necropoli e i reperti recuperati. Una volta concluse le attività archeologiche, si prevede la ripresa del progetto infrastrutturale, che include la posa di sistemi di drenaggio, cavi in fibra ottica e illuminazione stradale per la ristrutturazione della carreggiata RD559.

In conclusione, il ritrovamento della necropoli di Olbia non solo amplia la nostra comprensione delle usanze di cremazione romane in territorio gallico, ma mette anche in luce l'importanza cruciale dell'archeologia preventiva nella realizzazione di moderni progetti infrastrutturali. I dati raccolti offrono uno spaccato su come, nell'antichità, si intrecciassero ritualità, ricordo degli antenati e dinamiche sociali, lasciando comunque diversi interrogativi aperti che saranno oggetto di future ricerche e dibattiti accademici.

Fonti

  • INRAP — «Pratiques funéraires dans la nécropole antique d’Olbia à Hyères (Var)»

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