Cometa C/2025 R3 (PanSTARRS): la candidata principale al titolo di «Grande Cometa del 2026»

Modificato da: Uliana S.

La comunità astronomica internazionale ha rivolto lo sguardo verso la cometa C/2025 R3 (PanSTARRS), un corpo celeste che, secondo le proiezioni attuali, possiede tutte le caratteristiche per diventare l'oggetto più luminoso del firmamento nel 2026. Questo visitatore a lungo periodo sembra avere origine dalla Nube di Oort, quella vasta e ipotetica regione sferica ai confini del Sistema Solare popolata da innumerevoli oggetti ghiacciati. La scoperta è avvenuta l'8 settembre 2025 grazie al sofisticato sistema di monitoraggio Pan-STARRS, situato sulla sommità del vulcano Haleakala, alle Hawaii. A metà gennaio 2026, la cometa si trova a una distanza di circa 348 milioni di chilometri dal nostro pianeta, navigando nello spazio profondo tra le orbite di Marte e Giove.

Le analisi orbitali classificano la C/2025 R3 come una cometa a lungo periodo, il cui ciclo di rivoluzione potrebbe estendersi per millenni, sebbene i dati definitivi siano ancora in fase di elaborazione. Il perielio, ovvero il punto di massimo avvicinamento al Sole, è previsto per il 20 aprile 2026; in tale occasione, l'oggetto transiterà a soli 76,3 milioni di chilometri (pari a 0,51 unità astronomiche) dalla nostra stella, posizionandosi idealmente tra le orbite di Mercurio e Venere. Pochi giorni dopo, il 27 aprile 2026, la cometa raggiungerà la minima distanza dalla Terra, riducendo il divario a circa 71 milioni di chilometri. Per gli osservatori dell'emisfero boreale, il periodo d'oro per le osservazioni inizierà tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio 2026, quando il corpo celeste si muoverà in prossimità delle costellazioni dei Pesci, del Centauro e del Toro.

Un elemento cruciale per il successo mediatico dell'evento sarà la magnitudine visiva finale, che dipenderà strettamente dalla reazione del nucleo cometario alle radiazioni solari e dall'intensità con cui espellerà gas e polveri. Le stime degli esperti oscillano tra una previsione più cauta di magnitudine 8, che richiederebbe l'uso di binocoli, e uno scenario ottimistico di magnitudine 2,5, che la renderebbe chiaramente visibile a occhio nudo anche dai centri urbani meno inquinati. La Luna Nuova del 17 aprile 2026, cadendo proprio a ridosso del perielio, offrirà un cielo eccezionalmente buio, favorendo le osservazioni telescopiche e fotografiche. Alcuni calcoli suggeriscono inoltre che l'orbita possa essere iperbolica, il che significherebbe che il passaggio del 2026 rappresenterà l'unica e irripetibile visita della C/2025 R3 all'interno del Sistema Solare.

L'entusiasmo per la C/2025 R3 si inserisce in un triennio di intensa attività cometaria, seguendo le scie della C/2023 A3 (Tsuchinshan-ATLAS) nel 2024 e della C/2025 A6 (Lemmon) nel 2025, consolidando il ruolo di PanSTARRS come principale candidata al titolo di «Grande Cometa del 2026». Questo interesse per i nuovi visitatori locali contrasta con il recente allontanamento di 3I/ATLAS, il terzo oggetto interstellare mai registrato, che sta lasciando le regioni interne del nostro sistema. 3I/ATLAS ha superato il suo perielio tra il 29 e il 30 ottobre 2025 a una distanza di 1,4 unità astronomiche, raggiungendo il punto più vicino alla Terra il 19 dicembre 2025 a circa 270 milioni di chilometri. Gli astronomi prevedono che entro l'inizio degli anni 2030 questo ospite proveniente da altri sistemi stellari avrà abbandonato definitivamente la zona planetaria.

Nonostante il suo allontanamento, la traiettoria di 3I/ATLAS riserva ancora sorprese: il 16 o 17 marzo 2026 è previsto un incontro ravvicinato con il sistema di Giove, in particolare con il suo satellite irregolare Eufeme. Gli studi indicano che questo oggetto interstellare potrebbe aver vagato nella Via Lattea per un periodo compreso tra i tre e gli undici miliardi di anni prima di incrociare il nostro Sole. A differenza delle comete autoctone, 3I/ATLAS ha mostrato un'evaporazione dell'acqua insolitamente intensa a distanze considerevoli dalla stella. L'astronomia del 2026 si preannuncia dunque come un anno dal doppio binario scientifico: da un lato l'attesa per lo spettacolo visivo della C/2025 R3, la cui origine conferma l'esistenza della Nube di Oort come serbatoio di comete a lungo periodo, e dall'altro l'analisi rigorosa di 3I/ATLAS, un messaggero cosmico le cui proprietà fisiche continuano a stimolare il dibattito accademico globale.

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Fonti

  • MysteryPlanet.com.ar

  • newsbomb.gr

  • Mashable India

  • INFOX.ru

  • Mix Vale

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  • IBTimes UK

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