Ricerca 2026 Conferma Capacità Cognitive Uccelli Paragonabili a Mammiferi
Modificato da: Olga Samsonova
Per lungo tempo, la scienza comportamentale ha sottovalutato l'intelligenza aviaria, spesso a causa delle dimensioni ridotte del cervello degli uccelli. Tuttavia, ricerche scientifiche aggiornate al 2026 stanno confermando che gli uccelli esibiscono abilità cognitive sofisticate che in molti casi eguagliano quelle dei mammiferi più evoluti. Questa capacità è attribuita all'eccezionale densità neuronale riscontrata all'interno delle loro strutture cerebrali, un meccanismo che massimizza la funzionalità in uno spazio corporeo minimo, secondo le attuali scoperte scientifiche.
Uno studio internazionale, guidato da Pavel Němec dell'Università Carolina di Praga e Suzana Herculano-Houze, ha esaminato la composizione cellulare di 28 specie aviarie. La ricerca ha rivelato che il prosencefalo di pappagalli e corvidi possiede una quantità di neuroni pari o superiore a quella dei primati con cervelli notevolmente più grandi. Kevin McGowan del Cornell Lab of Ornithology sottolinea come la definizione di intelligenza sia stata storicamente circoscritta a parametri antropocentrici. McGowan argomenta che abilità complesse, come l'orientamento spaziale dimostrato dal ritorno degli uccelli esattamente nello stesso sito dopo lunghe migrazioni, sono manifestazioni inequivocabili di cognizione avanzata.
La discussione contemporanea sull'intelligenza 'standard' è attualmente polarizzata attorno ai pappagalli (Psittaciformes) e ai corvidi (corvi, ghiandaie, gazze), gruppi che stanno sovvertendo le precedenti concezioni scientifiche. È stato documentato che i corvidi, come il Corvo Imperiale (Corvus corax), dimostrano comportamenti di pianificazione elaborati. Studi specifici sui corvi hanno attestato l'uso di strumenti per l'acquisizione di cibo, la memorizzazione del processo e l'affinamento dei progetti di utensili, indicando capacità di apprendimento differito. Questa comprensione dei rapporti di causa-effetto è stata paragonata a quella di un bambino umano di cinque anni. Inoltre, i corvi possiedono una memoria a lungo termine robusta, riconoscendo i volti umani e trasmettendo questa informazione ai discendenti per diversi anni.
La ricerca ha anche evidenziato che corvidi e alcuni pappagalli mostrano capacità cognitive paragonabili a quelle delle grandi scimmie. Il Pappagallo Cenerino Africano (Psittacus erithacus) rimane un caso emblematico: l'etologa Dr. Irene Pepperberg, con il suo collaboratore Alex, ha dimostrato che questi volatili comprendono concetti astratti come uguaglianza, differenza e il concetto di 'zero'. La loro longevità permette un apprendimento cumulativo, posizionandoli cognitivamente al pari di delfini e primati. Anche i cacatua hanno attirato l'attenzione per la creatività e il senso del ritmo; il caso di Snowball, un Cacatua crestato, ha rivelato la capacità di seguire e adattarsi a ritmi musicali tramite l'improvvisazione, un comportamento insolito persino tra i mammiferi.
La densità neuronale, in particolare nel pallio degli uccelli—struttura analoga alla corteccia cerebrale dei mammiferi—permette loro di ottenere un potere cognitivo superiore per unità di massa, aggirando il compromesso tra dimensione e densità. Queste scoperte, che pongono l'intelligenza aviaria su un piano di parità con i mammiferi, sfidano la tradizionale visione gerarchica della natura. La comprensione che i cervelli degli uccelli, pur essendo strutturalmente diversi, possiedono regioni funzionalmente equivalenti per la cognizione di ordine superiore, sta ridefinendo i parametri del pensiero animale.
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Fonti
El Cronista
El Cronista
Cornell Lab of Ornithology
ResearchGate
UNAM Global TV
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