Il Digiuno come Strumento Psicologico per l'Autoregolazione e il Controllo Emotivo

Modificato da: Olga Samsonova

La psicologia contemporanea sta rivalutando le pratiche di astinenza volontaria dal cibo, come il Ramadan, riconoscendole come processi significativi di autoregolazione. La restrizione alimentare consapevole, osservata in contesti religiosi, sembra stabilizzare l'umore e affinare la capacità di controllo degli impulsi, rafforzando al contempo il senso di significato esistenziale dell'individuo. Psichiatri di spicco hanno definito il digiuno una forma di detossificazione psicologica, un meccanismo che facilita la riorganizzazione delle abitudini emotive e dei modelli di pensiero consolidati.

Questa disciplina non è intesa come mera privazione, ma come addestramento attivo a gestire il disagio senza ricorrere a reazioni impulsive immediate. Questo concetto è supportato dalla scoperta che la resistenza alle voglie aumenta l'attività nella corteccia prefrontale (PFC), la regione cerebrale deputata alla funzione di freno emotivo. L'incremento dell'attività nella PFC, struttura cruciale per le funzioni esecutive come la pianificazione e la regolazione del comportamento emotivo, si traduce in una riduzione delle risposte spontanee e nello sviluppo di maggiore pazienza e ponderazione nelle decisioni.

La letteratura scientifica, analizzando il digiuno intermittente, suggerisce che questa modulazione neurobiologica può ridurre l'ansia e stimolare la curiosità esplorativa, meccanismi che sembrano mediati da una riduzione dell'infiammazione cerebrale. Inoltre, la stimolazione dei recettori dopaminergici D1 durante il digiuno innesca una cascata molecolare che porta alla produzione di BDNF, un fattore neurotrofico protettivo contro i sintomi depressivi, indicando una base neurochimica per la stabilità emotiva.

Oltre ai benefici neurologici individuali, le pratiche di digiuno, specialmente quelle osservate in comunità come durante il Ramadan, potenziano i meccanismi di coping spirituale, consolidando il senso di scopo nella vita. Le attività comunitarie che circondano questi periodi di astinenza, come l'Iftar, rafforzano i legami emotivi e il senso di appartenenza sociale, fattori riconosciuti come elementi protettivi fondamentali per la salute mentale. Storicamente, pratiche come il digiuno di 40 giorni osservato da figure come Mosè e Gesù sono state associate all'acquisizione di forza spirituale e morale per affrontare la missione.

Il digiuno, in quanto atto di volontaria austerità, è una prova di forza che rafforza la mente e aumenta la capacità di concentrazione, liberando la mente dalle distrazioni del consumo e dell'automatismo. La Clinica Buchinger Wilhelmi, che da oltre cento anni studia il digiuno terapeutico, ha riscontrato che i pazienti spesso riportano un umore elevato e una maggiore lucidità mentale durante la pratica, contrariamente all'iniziale aspettativa di irritabilità. Questa pratica insegna la sobrietà e la capacità di resistere alla tentazione, prevenendo il dominio del corpo sullo spirito, un principio che si ritrova anche nelle tradizioni religiose che vedono nel digiuno un mezzo per raggiungere la Taqwa, ovvero la coscienza di Dio e la moderazione. La rinuncia, in questa prospettiva, è un percorso verso una maggiore libertà interiore.

La ricerca continua a delineare i meccanismi precisi. Uno studio internazionale che ha coinvolto la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e l'Università della California Irvine ha identificato il succinato come molecola messaggera che media gli effetti protettivi del digiuno intermittente sul sistema nervoso, riducendo l'infiammazione cerebrale. Questo evidenzia come l'astensione alimentare, quando applicata con consapevolezza, possa agire come un intervento complementare, supportato da dati neuroscientifici sempre più solidi, per migliorare l'equilibrio emotivo e le funzioni cognitive superiori, trasformando un'antica pratica spirituale in uno strumento di benessere psicologico contemporaneo.

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Fonti

  • Liputan 6

  • Info Nasional

  • Bloomberg Technoz

  • detikHealth

  • Hello Sehat

  • Hello Sehat

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