Il Genio Linguistico di Tolkien: La Filologia come Fondamento della Terra di Mezzo

Modificato da: Vera Mo

L'impatto duraturo delle creazioni letterarie di J.R.R. Tolkien affonda le radici nella sua duplice competenza di narratore e filologo meticoloso. Tolkien, che fu docente di lingua presso l'Università di Leeds e successivamente all'Università di Oxford, dedicò la sua carriera accademica allo studio di discipline quali l'inglese antico, il medio inglese, l'antico norreno, il gotico e la filologia germanica. La sua profonda familiarità con queste lingue antiche, inclusa la sua collaborazione alla stesura dell'Oxford English Dictionary tra il 1920 e il 1923, ha costituito il fondamento rigoroso per l'architettura del suo universo narrativo.

Il suo cosmo narrativo si è sviluppato primariamente attraverso sistemi linguistici distinti, altamente strutturati e di notevole complessità, come il Quenya, che egli sviluppò ininterrottamente dal 1912 fino al 1973. L'evoluzione di questi idiomi ha catalizzato l'emergere di una storia separata, completa di leggende e personaggi mitici propri, un percorso che ha avuto il suo culmine nella pubblicazione de Lo Hobbit nel 1937 e della trilogia de Il Signore degli Anelli tra il 1954 e il 1955. Tolkien stesso sosteneva che le narrazioni erano un tentativo di costruire un mondo in cui una forma di linguaggio esteticamente valida potesse apparire autentica, invertendo il processo creativo convenzionale.

Traendo ispirazione dalle saghe norrene e dalle leggende anglosassoni, come il Beowulf e il Nibelungenlied, Tolkien ha incanalato le sue aspirazioni in questa vasta opera letteraria. La creazione di lingue artificiali, definita da Tolkien come il suo "vizio segreto", era la genesi del suo mondo, non un accessorio narrativo secondario. La saga continua a esercitare un fascino significativo nel 2026, sessantotto anni dopo la pubblicazione della trilogia, mantenendo viva l'immaginazione del pubblico.

Negli anni Sessanta del Novecento, l'opera assunse una valenza culturale, con la gioventù che interpretava le forze oscure come metafora di strutture politiche percepite come rigide. Parallelamente, la ricerca accademica esplora nuove interpretazioni, includendo paragoni tra i Palantír e le moderne tecnologie di intelligenza artificiale, evidenziando la capacità del testo di dialogare con le preoccupazioni contemporanee.

Oltre quarantatré anni dopo la sua scomparsa nel 1973, The Tolkien Society, fondata nel 1969, prosegue l'impegno nel coltivare nuove generazioni di studiosi per sostenere la ricerca filologica. Questa associazione letteraria e caritatevole organizza eventi annuali come il Tolkien Birthday Toast il 3 gennaio e il Tolkien Reading Day il 25 marzo, alimentando il dibattito critico. L'eredità dell'autore prospera attraverso adattamenti creativi, inclusi videogiochi e mondi persistenti online, assicurando la vitalità del corpus tramite pubblicazioni come la rivista Mallorn e il bollettino Amon Hen.

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Fonti

  • ARTE

  • Télé-Loisirs

  • Il Foglio

  • eNotes.com

  • EBSCO

  • An Immortal Legacy from Middle-earth: 134 Years Since the Birth of J. R. R. Tolkien

  • Michael Lonsdale - Wikipedia

  • Tolkien Society Bursary

  • J.R.R. Tolkien, des mots, des mondes sur Arte : résumé et diffusions

  • Scholarship - The Tolkien Estate

  • An Immortal Legacy from Middle-earth: 134 Years Since the Birth of J. R. R. Tolkien

  • Why 'The Lord of the Rings' is More Relevant Today Than Ever Before - Medium

  • JRR Tolkien's AI Warning for 2026 | Paul List - YouTube

  • Why are 'Lord of the Rings' movies making a return in 2026? | Retromash

  • The official Tolkien calendar for 2026 focuses on the three "Great Tales" of Middle-earth, and it's the perfect timepiece for LOTR fans - GamesRadar

  • Britannica

  • Il Foglio

  • Wikipedia

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