Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy
Zelenskyy Invites Putin to Kyiv for Peace Talks, Rejecting Moscow and Minsk Venues
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Il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha lanciato una sfida diplomatica significativa il 30 gennaio 2026, invitando pubblicamente il Presidente russo Vladimir Putin a recarsi a Kiev per avviare negoziati di pace. Questa mossa stabilisce una condizione preliminare inequivocabile per qualsiasi futuro vertice di alto livello, escludendo categoricamente Mosca e la Bielorussia come sedi ospitanti, data la posizione della Russia come aggressore e della Bielorussia come partner nel conflitto.
Zelenskyy ha dichiarato con fermezza: "Lo invito pubblicamente, se ne ha il coraggio", a discutere la fine delle ostilità direttamente nella capitale ucraina. La posizione di Kyiv è netta: la sovranità nazionale non è negoziabile in termini di luogo di incontro. Il contesto immediato di questa dichiarazione è rappresentato dai recenti colloqui mediati dagli Stati Uniti svoltisi ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, il cui proseguimento è tentativamente fissato per il 1° febbraio 2026.
I precedenti negoziati trilaterali, svoltisi il 23 e 24 gennaio, avevano già evidenziato la persistente divergenza sulle questioni territoriali, con la Russia che insiste sul controllo del Donbass e l'Ucraina che rifiuta qualsiasi cessione forzata di territorio. L'invito di Zelenskyy, pertanto, non solo riafferma la sovranità, ma pone anche un test alla volontà di Putin di affrontare la situazione sul terreno ucraino, dopo che Mosca aveva precedentemente espresso disponibilità a incontrarsi solo a Mosca.
L'attuale stallo diplomatico è aggravato da questioni sostanziali non risolte, come la mancata intesa sui confini e la paralisi negli scambi di prigionieri, un punto sollevato da Zelenskyy. L'essenza del blocco negoziale risiede nella richiesta russa di alterare l'integrità territoriale dell'Ucraina, una linea rossa per Kyiv. La presenza degli Stati Uniti, pur mediando attivamente, ha visto un ridimensionamento nel prossimo round di colloqui del 1° febbraio, che si svolgeranno in formato prevalentemente bilaterale tra Russia e Ucraina, come confermato dal Segretario di Stato americano Marco Rubio.
Questa mossa diplomatica di Zelenskyy, che esige che il dialogo si svolga a Kiev, segnala un'intensa politicizzazione della sede dei colloqui, interpretata come una dimostrazione di forza sulla percezione della dinamica del conflitto. La Bielorussia è stata respinta con decisione come luogo potenziale, in linea con la ferma opposizione ucraina a qualsiasi sede che non rifletta la posizione di vittima dell'aggressione. Le trattative ad Abu Dhabi, sebbene abbiano visto progressi su aspetti militari come il disimpegno delle forze e i meccanismi di monitoraggio del cessate il fuoco, non hanno prodotto svolte sul fronte politico.
L'Unione Europea, attraverso la Presidente Ursula von der Leyen, ha ribadito il suo sostegno all'integrità territoriale ucraina, mettendo in guardia contro qualsiasi spartizione territoriale imposta dai negoziati. La posta in gioco rimane alta, con la Russia che continua a chiedere il ritiro delle forze ucraine dal Donbass, mentre Kyiv mantiene una posizione di rigida difesa della propria sovranità territoriale. La diplomazia procede dunque tra inviti audaci e ostacoli territoriali profondamente radicati.
Fonti
Radio Televizija BN
Interfax-Ukraine
UNITED24 Media
Anadolu Agency
AFP via Getty Images
Wikipedia
