Hubble Cattura la Struttura Caotica del Disco Protoplanetario Gigante IRAS 23077+6707

Modificato da: Uliana S.

Questo è il disco più grande mai osservato che forma pianeti attorno a una giovane stella. Immagine: NASA, ESA, STScI, K. Monsch (CfA). Elaborazione: J. DePasquale (STScI).

Gli astronomi, avvalendosi dei dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble della NASA, sono riusciti a catturare un'immagine straordinaria del disco protoplanetario IRAS 23077+6707. Questo disco detiene il primato di essere il più vasto mai rilevato in orbita attorno a una stella giovane. La scoperta, i cui dettagli sono stati resi pubblici alla fine del 2025 sulla prestigiosa rivista The Astrophysical Journal, ha fornito approfondimenti cruciali sulla complessa architettura di questi sistemi, luoghi deputati alla nascita dei pianeti. Il sistema IRAS 23077+6707, soprannominato informalmente Dracula's Chivito, è situato a circa 1000 anni luce dalla Terra, all'interno della costellazione di Cefeo.

Questo disco vanta dimensioni davvero colossali, estendendosi per quasi 640 miliardi di chilometri. Per dare un metro di paragone, questa misura equivale a circa 40 volte il diametro del nostro Sistema Solare, considerando la distanza fino al confine esterno della Fascia di Kuiper. Le osservazioni, eseguite con la fotocamera Wide Field Camera 3 (WFC3) di Hubble, hanno rivelato che il disco, osservato quasi di taglio con un'inclinazione di circa 80 gradi rispetto alla nostra linea visiva, manifesta una turbolenza e un grado di caoticità inattesi. L'oggetto centrale del sistema, secondo le ipotesi degli scienziati, potrebbe essere una stella massiccia e calda, oppure un sistema stellare binario molto ravvicinato, interamente oscurato dalla struttura piatta del disco stesso.

Tra le caratteristiche salienti di questo oggetto spiccano le sue dimensioni immense e la massa stimata del disco, che si aggira tra le 10 e le 30 masse gioviane. Si tratta, in sostanza, di una quantità di materiale sufficiente per innescare la formazione di numerosi giganti gassosi. La dottoressa Kristina Monsch, astronoma presso il Centro di Astrofisica | Harvard & Smithsonian (CfA) e autrice principale dello studio, ha sottolineato come il livello di dettaglio ottenuto grazie a Hubble sia una rarità per le immagini di dischi protoplanetari. A differenza di molti altri dischi, IRAS 23077+6707 offre una prospettiva eccezionale per mappare le sottostrutture nel campo del visibile.

Un aspetto che cattura in modo particolare l'attenzione è la marcata asimmetria strutturale del disco: sul lato settentrionale sono chiaramente visibili estese formazioni filamentose che si protendono per circa 10 secondi d'arco oltre i bordi, mentre sul lato meridionale mancano caratteristiche analoghe. Queste strutture evidenti e quasi 'soffici', che sporgono ben oltre il piano centrale, suggeriscono la presenza di un'atmosfera esterna complessa e potenzialmente turbolenta, plasmata dall'accrescimento di materiale o da instabilità dinamiche. Il disco, che ricorda vagamente la forma di un hamburger con una banda scura centrale incorniciata da strati luminosi di polvere e gas, si è rivelato un laboratorio fondamentale per esaminare i processi di planetogenesi in condizioni estreme.

Questa rivelazione dimostra in modo inequivocabile che le 'nursery' planetarie possono essere ambienti molto più dinamici e caotici di quanto ipotizzato in precedenza, mettendo in discussione i modelli consolidati sull'evoluzione precoce dei sistemi planetari. Mentre altre ricerche hanno evidenziato la natura più compatta della maggior parte dei dischi protoplanetari attorno a stelle di piccola massa, questo oggetto gigantesco potrebbe rappresentare una versione ingrandita del nostro stesso Sistema Solare primordiale. Le osservazioni di Hubble nella luce visibile, a differenza dei dati provenienti dal JWST, permettono di tracciare queste sottostrutture con elevata precisione, segnando un passo avanti significativo nella comprensione della formazione planetaria in ambienti così massivi e turbolenti.

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Fonti

  • Η Ναυτεμπορική

  • NASA Goddard Space Flight Center

  • Astrobiology

  • arXiv

  • NASA Science

  • ESA/Hubble

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