Nutrizione nell'Estrema Vecchiaia: L'Impatto della Dieta sull'Ottenimento del Centenario in Cina
Modificato da: Olga Samsonova
Un'analisi prospettica condotta su una coorte di adulti cinesi di età pari o superiore agli 80 anni, parte del Chinese Longitudinal Healthy Longevity Survey, ha delineato una complessa relazione tra composizione dietetica e la probabilità di raggiungere i cento anni. I ricercatori hanno esaminato i dati di 5.203 partecipanti, confrontando coloro che sono diventati centenari entro il 2018 con i coetanei deceduti precedentemente.
I risultati osservazionali indicano che gli individui che seguivano diete rigorosamente prive di carne mostravano una probabilità inferiore di raggiungere il centenario rispetto ai partecipanti onnivori. Questo dato, emerso in un contesto in cui le diete a base vegetale sono spesso promosse per la prevenzione delle malattie croniche in età adulta, richiede un'interpretazione specifica per le esigenze fisiologiche della grande vecchiaia. Le necessità nutrizionali subiscono una trasformazione significativa dopo gli ottant'anni, periodo in cui la fragilità e la malnutrizione rappresentano rischi concreti che possono accelerare il declino funzionale.
Mentre il fabbisogno calorico generale tende a ridursi, aumenta parallelamente la necessità di nutrienti essenziali per contrastare la sarcopenia, la progressiva perdita di massa muscolare scheletrica. Alimenti di origine animale, quali carne, pesce, latticini e uova, sono fonti primarie di proteine ad alta biodisponibilità, Vitamina B12, calcio e Vitamina D, elementi cruciali per sostenere la densità ossea e la massa magra in un organismo sottoposto a un maggiore ipercatabolismo proteico.
È fondamentale notare che l'associazione negativa tra dieta vegetariana e longevità estrema è risultata statisticamente significativa solo in un sottogruppo specifico: i partecipanti con sottopeso, definiti da un Indice di Massa Corporea (BMI) inferiore a 18,5 all'inizio dello studio. Per gli anziani con un peso corporeo nella norma o superiore, l'analisi non ha riscontrato differenze significative nella probabilità di longevità estrema tra i gruppi dietetici, suggerendo che il deficit nutrizionale complessivo e la carenza di riserve energetiche siano fattori critici.
Inoltre, i vegani hanno mostrato la riduzione più marcata nella probabilità di centenari (-29%), mentre i pesco-vegetariani e gli ovo-latto-vegetariani non hanno evidenziato differenze chiare rispetto agli onnivori. Questo dato suggerisce che l'inclusione di pesce, uova o latticini mitighi il rischio di carenze nutrizionali specifiche per questa fascia d'età. La ricerca prospettica suggerisce che la strategia nutrizionale ottimale per la longevità debba essere legata alla fase della vita e allo stato nutrizionale individuale, privilegiando la prevenzione della fragilità e della malnutrizione proteico-energetica in età avanzata.
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Fonti
unian
Science Alert
Good.is
ScienceDaily
Newzapiens
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