Mobilitazione Studentesca in Venezuela per l'Amnistia Totale in Occasione della Giornata della Gioventù
Modificato da: gaya ❤️ one
Il 12 febbraio 2026, in coincidenza con la Giornata Nazionale della Gioventù, il Movimento Studentesco del Venezuela ha organizzato una mobilitazione estesa in diversi centri urbani del Paese. La richiesta centrale della protesta è stata la piena amnistia e la liberazione incondizionata di tutti i prigionieri politici. Questa data è storicamente legata alla commemorazione della Battaglia di La Victoria del 1814, dove il Generale José Félix Ribas guidò studenti e seminaristi contro le forze realiste, un evento che ha portato all'istituzione ufficiale della Giornata della Gioventù. La manifestazione del 2026 ha rappresentato la più ampia mobilitazione studentesca di opposizione da gennaio 2025, coinvolgendo almeno 17 stati, con il fulcro delle attività concentrato a Caracas presso l'Università Centrale del Venezuela (UCV).
Le proteste hanno visto partecipazioni significative anche in altre sedi accademiche, tra cui l'Università dello Zulia (LUZ) a Maracaibo e l'Università Simón Bolívar. Parallelamente all'azione di piazza, il Parlamento, sotto il controllo della maggioranza di governo, ha annunciato il rinvio del dibattito finale sulla Legge di Amnistia per la Coesistenza Democratica. Il ritardo è stato attribuito a divergenze interne, in particolare sull'Articolo 7 della proposta, che subordina la clemenza alla sottoposizione dei beneficiari alla giustizia. L'iniziativa legislativa, promossa dall'attuale presidente ad interim Delcy Rodríguez, copre i casi emersi a partire dal 1999 e, pur essendo stata approvata all'unanimità in prima lettura, esclude espressamente crimini gravi come omicidio intenzionale, corruzione, traffico di droga e gravi violazioni dei diritti umani.
I manifestanti hanno espresso il loro dissenso con slogan che chiedevano la liberazione totale, come "Non uno, non due, che siano tutti!", mentre i familiari dei detenuti hanno esposto messaggi invocanti la pace e la chiusura dei centri di detenzione. L'ONG Foro Penal ha fornito dati aggiornati al 10 febbraio, verificando 431 rilasci, ma stimando che oltre 600 persone rimanessero ancora detenute. L'organizzazione aveva precedentemente riportato 383 scarcerazioni dall'inizio di gennaio a fronte di 687 prigionieri politici al 2 febbraio.
Le figure di spicco del movimento studentesco hanno espresso posizioni nette. Miguel Ángel Suárez, presidente della Federazione dei Centri Universitari (FCU) dell'UCV, ha affermato che la pressione continuerà fino al ripristino di tutti i diritti civili e politici per una transizione democratica. D'altra parte, Hiowanka Ávila, sorella di un detenuto dal 2018, ha criticato il progetto governativo, sostenendo che le esclusioni temporali o di caso potrebbero escludere oltre 400 prigionieri politici. Yeissel Pérez, presidente della FCU presso la LUZ, ha sollevato la questione dell'esclusione della leadership giovanile dalla consultazione pubblica sulla bozza di legge. Carlos Fernández, esponente di Vente Joven, ha interpretato l'affluenza come la prova che "la paura è finita". Anche la leader dell'opposizione María Corina Machado ha manifestato sostegno alle proteste tramite i canali social. L'amnistia proposta, che copre il periodo dal 1999, è vista da alcuni settori dell'opposizione, come l'esponente Juan Pablo Guanipa, come una "necessità storica per svuotare le carceri dalla politica", sebbene la critica principale permanga sulla natura selettiva della clemenza offerta.
20 Visualizzazioni
Fonti
Deutsche Welle
Vente Venezuela
EFE
Efecto Cocuyo
Foro Penal
Leggi altre notizie su questo argomento:
Hai trovato un errore o un'inaccuratezza?Esamineremo il tuo commento il prima possibile.
