Memorandum Russo Delinea Partenariato Economico con Trump Subordinato alla Fine del Conflitto in Ucraina
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Un memorandum interno russo, esaminato da Bloomberg, delinea una proposta per un ampio partenariato economico tra la Federazione Russa e una potenziale amministrazione guidata da Donald Trump, subordinato alla cessazione del conflitto in Ucraina. Il documento, redatto all'inizio del 2026, stabilisce sette aree chiave per l'allineamento economico tra le due nazioni. L'attività diplomatica correlata è stata segnalata il 12 febbraio 2026, con il documento che circola tra alti funzionari russi e tocca discussioni che coinvolgono Mosca, gli Stati Uniti e Kiev.
Il nucleo della proposta, soprannominato il “pacchetto Dmitriev” dal Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, include il potenziale rientro della Russia nei regolamenti in dollari statunitensi, un significativo cambiamento rispetto alle politiche di de-dollarizzazione accelerate dopo l'invasione del 2022. Zelensky ha espresso la ferma posizione che l'Ucraina non supporterà alcun accordo riguardante il proprio futuro senza la sua partecipazione diretta ai negoziati. Il quadro di cooperazione economica si articola in sette settori fondamentali, tra cui spiccano i contratti a lungo termine per la fornitura di aeromobili statunitensi alla Russia e la partecipazione americana alla manifattura aeronautica russa.
Altri punti cruciali riguardano le joint venture energetiche per l'estrazione di petrolio e GNL, con clausole per compensare precedenti investimenti statunitensi, e la promozione congiunta dei combustibili fossili a scapito delle soluzioni a basse emissioni. L'agenda include anche la concessione di termini preferenziali per il rientro delle aziende americane nel mercato di consumo russo, la cooperazione nel settore nucleare con focus sull'intelligenza artificiale, e il lavoro congiunto sulla produzione di materie prime strategiche come litio, rame, nichel e platino.
Kirill Dmitriev, Capo del RDIF e Inviato Speciale Presidenziale russo per gli Investimenti Esteri e la Cooperazione Economica, nominato nel febbraio 2025, è emerso come figura centrale in questi canali di comunicazione con gli alleati di Trump, nonostante sia sanzionato dagli USA dal 2022. L'analisi di Bloomberg suggerisce che il potenziale ritorno ai regolamenti in dollari rappresenterebbe un passo indietro per gli sforzi di de-dollarizzazione promossi dal blocco BRICS e potrebbe essere interpretato come una vittoria per l'amministrazione Trump nel suo intento di indebolire i legami economici tra Mosca e Pechino. La politica russa di de-dollarizzazione aveva guadagnato trazione significativa a seguito delle sanzioni occidentali post-2022, con un aumento delle transazioni in yuan tra Russia e Cina che ha raggiunto i 240 miliardi di dollari nel 2023.
Il fatto che Dmitriev, formatosi a Stanford e Harvard e con esperienze pregresse in Goldman Sachs e McKinsey, sia il negoziatore chiave evidenzia l'approccio orientato agli affari promosso dal lato statunitense, con l'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, che ha condotto i colloqui con un'enfasi sul deal-making. Dmitriev ha affermato che sono stati fatti "tre passi avanti su un gran numero di questioni", indicando un dialogo attivo nonostante le frizioni. Tuttavia, il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha recentemente espresso scetticismo riguardo al futuro delle relazioni economiche USA-Russia, aggiungendo un elemento di cautela. Le discussioni in corso vedono l'Ucraina accettare una proposta statunitense per i prossimi colloqui di pace previsti per la settimana successiva, sebbene la conferma da parte russa fosse ancora in sospeso al momento della segnalazione.
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Fonti
Deutsche Welle
The Washington Post
Bloomberg Law
Investing.com
WIRED
Reuters
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