La navicella IMAP della NASA ha registrato con successo le sue prime misurazioni nello spazio!
La Sonda IMAP Completa l'Attivazione degli Strumenti Durante il Viaggio Verso l'Orbita Halo L1
Modificato da: Tetiana Martynovska 17
La missione Interstellar Mapping and Acceleration Probe (IMAP) ha raggiunto un traguardo operativo di notevole importanza. A metà dicembre 2025, la sonda ha registrato con successo le prime osservazioni luminose da tutti i suoi dieci strumenti scientifici. Questo momento cruciale è stato conseguito mentre il veicolo spaziale era ancora in transito, subito dopo il suo lancio avvenuto nel settembre 2025.
Un nuovo strumento IMAP sviluppato dalla SWRI fornisce i dati della prima luce.
Attualmente, la sonda sta navigando verso la sua postazione operativa designata: il Punto di Lagrange Sole-Terra 1 (L1). Questo punto offre un vantaggio gravitazionale significativo, trovandosi a circa un milione di miglia in direzione del Sole rispetto alla Terra. Dopo questa fase di messa in servizio e dimostrazione scientifica, IMAP è previsto che dia il via alle operazioni scientifiche di routine il 1° febbraio 2026, una volta stabilizzatasi nella sua orbita halo attorno a L1. Sono già stati trasmessi dati preliminari essenziali, in particolare dal Compact Dual Ion Composition Experiment (CoDICE). Questo strumento ha già identificato con successo diverse popolazioni di particelle presenti nello spazio circostante. Tra le rilevazioni iniziali figurano protoni, ioni provenienti dal mezzo interstellare e costituenti specifici del vento solare, come ioni di ossigeno e ferro.
Il Dottor Mihir Desai, co-investigatore di IMAP e figura di spicco nel team di gestione di CoDICE, ha confermato che, sulla base di questi primi risultati, lo strumento sta operando esattamente come previsto dalla progettazione. Lo Southwest Research Institute (SwRI) è lo sviluppatore di CoDICE, e Susan Pope, dello stesso istituto, ricopre il ruolo di responsabile del carico utile della missione. Questa convalida precoce della funzionalità degli strumenti è di importanza capitale per una missione il cui obiettivo primario è sondare le condizioni al contorno del nostro sistema solare.
La missione IMAP è stata concepita fondamentalmente per mappare l'eliosfera, quella vasta bolla protettiva mantenuta dal flusso costante di vento solare emesso dal Sole. Le analisi che la sonda condurrà si concentreranno intensamente sulla complessa zona di interazione dove il vento solare incontra l'ambiente interstellare locale. Questa indagine è direttamente collegata alla comprensione dei meccanismi fisici responsabili dell'accelerazione delle particelle energetiche e dei raggi cosmici che attraversano il confine dell'eliosfera.
Numerose istituzioni chiave stanno collaborando a questa impresa, che rientra nel programma Solar Terrestrial Probes della NASA, gestito dal Goddard Space Flight Center della stessa agenzia. La costruzione e l'operatività del veicolo spaziale sono curate dal Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory. La guida scientifica della missione IMAP è affidata al Dottor David McComas della Princeton University, che ne è il ricercatore principale.
Al di là della fisica fondamentale, la missione presenta implicazioni pratiche non trascurabili. IMAP è destinata a supportare osservazioni in tempo reale del vento solare, potendo fornire fino a mezz'ora di preavviso per eventi di radiazioni pericolose che potrebbero colpire le risorse in prossimità della Terra. Il lancio, avvenuto il 24 settembre 2025, è stato un evento multi-carico utile, poiché IMAP trasportava due payload secondari: il satellite NOAA Space Weather Follow-On (SWFO-L1) e il Carruthers Geocorona Observatory della NASA. La riuscita verifica di tutti e dieci gli strumenti conferma lo stato di salute del veicolo spaziale durante la fase di transito, mentre la comunità scientifica attende con impazienza l'inizio delle operazioni scientifiche regolari nel febbraio 2026.
Fonti
SpaceDaily
Space Daily
EurekAlert!
ScienceDaily
NASA Science
We Report Space
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